La cultura, bene comune

“Il cervello dei nostri adolescenti non è in vendita”, parole di Macron e la Francia vieta l’uso dello smartphone ai minorii di 15 anni. Anche la Danimarca è sulla stessa linea. Nel Parlamento italiano c’è una proposta di legge bipartisan che prevede il divieto di accesso ai social fino ai 14 anni. Dal 1 settembre 2025 è in vigore il divieto di usare il cellulare durante l’orario scolastico nelle scuole secondarie di secondo rado, anche per scopi didattici. La salute mentale degli adolescenti è in pericolo: questo il messaggio introdotto dal servizio in onda stamattina sul primo canale. Pedagogisti e psicologi concordano che un uso precoce crea dipendenza e isolamento sociale. Superfluo che chieda ai miei colleghi in servizio come la pensino. Io sono in pensione e solidarizzo con chiunque faccia un buon uso della tecnologia, senza diventarne schiavi, consapevole che il progresso non si ferma. Luci e ombre ci sono in tutte le epoche. Io iniziai le elementari con grembiule nero, fiocco in testa e cartelletta. Forse approcciai la scrittura facendo le aste. Adesso è un’altra storia. Però la qualità del sapere non è aumentata, anzi si è alquanto ristretta, non solo quella dei minori, ma anche degli adulti. l’Italia detiene il primato di siti UNESCO (60), tuttavia il livello culturale degli italiani non è ai primi posti. Infatti compare al quindicesimo. Ognuno provi a darsi una risposta.

4 pensieri riguardo “La cultura, bene comune”

  1. Va bene la tecnologia ,ma fino a un certo punto……e sono d’ accordo col vietare i social ai minori,anzi lo estenderei fino ai 18 anni.

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  2. Non credo serva a molto proibire, l’uso dello Smartphone a 14-15-16 anni o anche a 17:00, e come hai scritto i cambiamenti dell’evoluzione hanno due medaglie e dipende sempre da noi come usarli… Non credo che siamo meno culturalmente. preparati di prima, siamo solo o meno coinvolti con i nostri diretti esseri umani in quanto al loro posto c’è proprio lo smartphone che sa. tutto è in pochissimo tempo… Probabilmente anche questo cambierà, e tra qualche anno i problemi saranno ancora altri, molto probabilmente legati ancora l’intelligenza artificiale… ivano

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