Domenica fredda e piovosa(ieri). Mi trovo in cucina in orario per me insolito. Accendo il televisore sul primo canale, dubbiosa se mettermi ai fornelli o meno. Un battito di ciglia e vengo catturata da un paio di parole: Barbagia e Grazia Deledda. Linea Verde oggi ha per oggetto un viaggio in Barbagia tra tradizione e cultura sarda, sulle tracce di Grazia Deledda (Nuoro, 27/9/1871- Roma, 16/8/1936) a 100 anni dal Nobel assegnatole il 10 Dicembre 1926. Conosco la scrittrice autodidatta dai tempi del Liceo classico; l’apprezzai tanto da portare il suo bellissimo romanzo La madre al colloquio d’esame. Purtroppo la commissione non lo considerò affatto, ma questo inspiegabile disinteresse non diminuì il mio che anzi crebbe. In poco tempo credo di aver letto almeno un terzo delle circa 60 opere attribuitele dove con “la sua potenza di scrittrice… tratta problemi di generale interesse umano”. La scorsa estate ne ho rilette alcune, preferendo la capacità descrittiva all’ardore della narrazione. È una soddisfazione vedere la foto o il disegno della scrittrice sui reperti archeologici in Barbagia, come ammirare le donne in costume dell’Associazione Culturale Nuorese. Interessante anche l’offerta gastronomica che propone vari tipi di pane e di torte. Il mio pensiero va al bravo collega Max che abita non molto distante da questi posti straordinari, da lui stesso immortalati con scatti strepitosi.

In Sardegna non ci sono mai stata,sarebbe bello poterla visitare e godere di questi luoghi incantati.
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Mai dire mai! Adry ci sta pensando…per la pensione, chissà! Ciao! 🏝️
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Se non ricordo male, mi è venuto tra le mani uno dei suoi libri dove descriveva il senso quasi tragico del fatto… Paragonavo quello che hanno vissuto i miei genitori e i miei nonni che hanno dovuto far fronte alle tragiche leggi morali di quei tempi veramente impressionante, in particolare quelle che erano le condizioni dettate da chi comandava come i conti e i preti… Il peccato era una caduta spaventosa dell’individuo per la comunità, una macchia che non si poteva lavare, non esisteva la contrapposizione di chi comandava era solo una sottomissione, la Sardegna, come il Veneto le vedevo molto vicine sotto questi aspetti… Sono convinto che basta guardarci per scoprire esattamente le grandi fatiche che sono state fatte per calpestare questa terra… ivano
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Già, la prevaricazione e il male non hanno patria ma invadono tempi e luoghi. La Sardegna è un cocktail di usi e tradizioni mischiate col moderno, in una terra che fa pensare ai primordi del mondo: affascinante e inquietante. Sentimenti forti dei sardi si riscontrano anche nei veneti, perché alla fine tutto il mondo è paese. Emotivamente mi sento un’isolana…del resto il mio nome, Ada significa isola in turco! Ciao, buon pomeriggio 👍
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