Freddo implacabile

Io non vado d’accordo con il freddo tenace e pungente di questi giorni. Gli scorsi inverni, i gerani avevano resistito sotto il portico, senza particolari cautele. Adesso le loro figlie sono come incartapecorite, mentre le piantine grasse sembrano lessate. Per fortuna di notte ritiro i Ciclamini che trascorrono la notte nell’appartamentino, dove la temperatura è di 13 gradi, ma non sottozero. Quella notturna registrata in località Casonetto l’altra notte era – 11! Siamo in inverno e il tempo fa ciò che vuole, tuttavia preferisco le stagioni intermedie – se esistono ancora. Del resto basta proteggersi, stare al caldo se possibile. Certo questa opzione è stata negata al vigilante 55enne, morto di freddo in un cantiere per le Olimpiadi invernali 2026 a Cortina d’Ampezzo. Il termometro segnava – 12 e l’uomo aveva manifestato preoccupazione alla famiglia per il freddo. Tra dieci giorni Pietro Zantonini avrebbe concluso il turno e sarebbe tornato a casa, a Brindisi. È stata aperta un’inchiesta, indagini in corso, l’autopsia farà chiarezza. Comunque sia andata, mi rattrista molto questa notizia, che allunga la lista dei morti sul lavoro. Tra l’altro, essendo il vigilante di Brindisi, non avrà avuto esperienza delle temperature dolomitiche. Panorami stupendi, ma freddo implacabile.

4 pensieri riguardo “Freddo implacabile”

  1. Hibernum = freddo … Mi ricordo da ragazzino che alla sera riempivamo per terra, il lato est del cortile con acqua per trovarlo tutto ghiacciato al mattino, così potevamo andare a scivolare con le scarpe di legno, fatte dal nonno, che sotto avevano i chiodi, che poi erano le stesse scarpe che andavo a scuola; tre chilometri a piedi con la neve che rimaneva per qualche mese con la cartella infilata in un bastone e messa sopra le spalle… Mi sembra una favola di cappuccetto rosso ed invece l’ho proprio vissuto… Quanto freddo faceva 60 anni fa, non lo so, ma certamente molto di più di adesso, senza contare la nebbia che a Casacorba arrivava nel mese di Novembre e se ne andava a fine febbraio, lo amavo l’inverno, si lavorava pochissimo e ci si divertiva tantissimo… Adesso ormai attempato non riesco a sopportare la temperatura di poco sotto lo zero, credo che 60 anni fa si andava non lontano dai meno venti gradi: ora mi metto più strati di vestiario, magliette, maglione giacconi e non un solo capo pesante tutti con lana e cotone più guanti, sciarpa, calzini caldi e un berretto di lana e ancora con i termi che vanno a volte non basta… I fiori li ho messi in camera perchè quì in salotto soffrono il caldo, la stella di natale mi ha salutato completamente … Hai Hai Hai Voglio… Voglio… Intensamente Voglio tornare indietro… ivano

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    1. Bel racconto, hai avuto un’infanzia da favola! Certo che sei un testimone di eventi e momenti irripetibili, duri ma pieni di industriosità: l’acqua nel buco del cortile per trovarlo ghiacciato è un capolavoro! Fisso in te, scriverei le tue Memorie (non sto scherzando). Magari tra un po’ ti consulto come fonte per un prossimo lavoro che mi frulla in testa… Intanto tieni in memoria. Grazie e buona serata 👍

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Scrivi una risposta a Ada Cusin Cancella risposta