“La posta del cuore alla prova del digitale” è l’articolo di Enrico Franceschini sul settimanale il venerdì in corso, di cui riporto la domanda: “Chi manda più caroline dalle vacanze o scrive lettere d’amore?”. Il testo riguarda la scomparsa del servizio postale danese (PostNord), inaugurato nel 1624 che ha interrotto la consegna di missive e sta smantellando le 1500 cassette della posta rosse, simbolo nazionale. In un Paese fortemente digitalizzato, decisione comprensibile. Copenaghen è la prima capitale al mondo a farlo, ma sarà seguita a ruota da altre. In precedenza, avevo già scritto di questa trasformazione che segna il tramonto delle lettere scritte. Da ‘letterata’ e lettrice mi chiedo che fine farà il romanzo epistolare. Epistula in latino significa appunto lettera e mi torna in mente il toccante libro di Oriana Fallaci Lettera a un bambino mai nato. In attesa di vedere come si evolverà questo tipo di narrativa, rispondo alla domanda iniziale. L’anno scorso ho ricevuto due cartoline: una dalla Svizzera e l’altra da Singapore, che considero dei cimeli, perché diventate rare. Resistono i biglietti di auguri. Zero lettere d’amore, buon pretesto per un romanzo. Però, mai dire mai…

La prospettiva di eliminare il servizio postale ,non mi piace ,sarà che sono una boomer,ma quanto bello era quando si ricevevano le cartoline?
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Altroché, ormai sono diventate cimeli e vado a recuperare quelle in mezzo ai libri di scuola. Romanticismo? Direi piuttosto Umanesimo, quello archiviato!
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E’ una cosa che tocca il cuore della comunicazione umana e dei suoi cambiamenti nel tempo… Posta elettronica e messagistica istantanea hanno sostituito la maggior parte delle comunicazioni scritte, offrendo immediatezza e gratis, che non è poco; le app che uso anch’io, come (WhatsApp, Instagram, TikTok) permettono di condividere pensieri, foto e video in tempo reale, rendendo la carta spesso superflua… Senza contare i tempi che diventano immediati comprese le risposte… C’è da dire però che lettere e cartoline mantengono un fascino unico, legato alla materialità, alla scrittura a mano, alla sorpresa di ricevere qualcosa di tangibile ma ormai ci si è dimenticati del valore di noi stessi negli altri che comunque è un simbolo d’affetto che se lo togliamo rischia di trasformarci in singoli individui relegati a noi stessi, mamma mia che buco nero senza uscita… ivano
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Concordo col fascino unico di lettere e cartoline, specie se pensiamo che la scrittura è stata inventata 5000 anni fa in Mesopotamia… però è inevitabile il cambiamento e anche il progresso ha le sue vittime! Sono sostenitrice della via di mezzo, quella che Orazio chiamava “aurea mediocritas”, ciao ! 🌻
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Neppure a me piace la prospettiva di eliminare il servizio.postale.
Nessuno spedisce più cartoline, ma l’attesa aveva il suo fascino. La trepidazione con cui si aspettava il.postino, poi si andava di corsa a vedere nella cassetta della posta se quella lettera o cartolina era arrivata……….che batticuore!!!
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