Babbo Natale sfrattato. Sembra il titolo di un racconto controcorrente, invece è una storia vera. Succede a Dolcedo, borgo ligure in provincia di Imperia. Riguarda Giovanni/Gianni, 80 anni; faceva il babbo natale ed è stato sfrattato perché non riesce a pagare l’affitto. Vive in una casa della Curia con la compagna Franca e Briciola, un cane che gli fa compagnia mentre è a letto, ammalato. Seguo la storia durante il programma Diario del giorno. Sembra inverosimile che il “Babbo Natale del paese”, simbolo di generosità e opulenza sia vittima di povertà. Per fortuna la comunità si è mossa e lo sfratto è stato rinviato a febbraio. Ma il problema rimane: un anziano, messo male in arnese deve vivere dignitosamente con una pensione di 600 euro, da cui detrarne 250 per l’affitto. Sono mortificata e incredula. Forse ci voleva la sua storia per pensare ai poveri nostri connazionali, quasi 6 milioni di persone che vivono in condizione di povertà assoluta, mentre la povertà relativa coinvolge oltre 8 milioni di individui. Sono dati che non fanno onore al Belpaese. Se la figura di Babbo Natale, ammantata dalla leggenda è cara ai bambini fino agli 8 anni, è reale la povertà, compagna di molti vecchi, insieme con la solitudine. A Giovanni/Gianni auguro di tornare a fare il Babbo Natale del paese, con qualche chance in più!

Che storia triste Ada,in questi giorni di corsa ai regali è” Babbo Natale ” ad aver bisogno di aiuto.Speriamo la vicenda si risolva nel migliore dei modi.
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Già, una vicenda esemplare che fa riflettere assai! Buon pomeriggio, ciao! 🤝
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La tristezza che ne deriva dalla povertà è comprensibile: sinceramente a volte mi chiedo come si arriva a 80 anni e più in condizioni povere, cosa è successo o cosa non è stato fatto ! … anche se conosco che quando arriva la sfortuna è pazzesco; vedere persone in difficoltà, famiglie che faticano ad arrivare a fine mese, giovani costretti ad emigrare o a rinunciare ai propri sogni, colpisce profondamente, nonostante artigiani che non trovano lavoratori… Non credo esista una soluzione magica e nemmeno che possa intervenire il governo con quel pazzesco debito pubblico che abbiamo formato dai ladri dei partiti… Il minimo sarebbe potenziare la scuola pubblica, l’università e la ricerca, per dare a tutti le stesse opportunità di partire o almeno a chi ha voglia di fare, perché mi sembra che sono sempre meno, dobbiamo partecipare di più alla vita pubblica, ma noi Italiani e in particolare noi Veneti siamo molto restii, pensiamo al nostro orticello, mi piacerebbe che lo stato desse al Veneto la possibilità di governarsi da solo per vedere cosa succede !!!… ivano
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Considerazione amara che condivido. Non esiste la soluzione magica e siamo poco invogliati a partecipare alla politica. Dubito che l’autogoverno del Veneto farebbe la magia, forse aggiusterebbe qualcosa…neanche all’estero vedo compiere miracoli. Mi sforzo comunque di vedere il bicchiere mezzo pieno… Buon pomeriggio, ciao!
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