Spesa con retrogusto

“Repetita iuvant” è un motto antico, di origine incerta ma diffuso nell’antica Roma. Lo usavo spesso a scuola per incoraggiare gli studenti ad allenare la memoria. Non so se valga applicarlo, ad esempio alla spesa che faccio di norma il lunedì. Mi sono imposta di ricorrerci con meno frequenza, ma la routine si ripete. Ho pianificato la settimana, limitando l’uso dell’auto a giorni alterni, partendo dal lunedì. Quando varco la soglia del supermercato Alì di Fonte sono di buonumore, ma quando esco sono perplessa e piuttosto intristita. Colpa dei soldi che se ne vanno, sempre in abbondanza rispetto alle previsioni? Può essere, dato che gli aumenti dei generi alimentari sono attorno al 35 per cento. Io poi sono da sola, se si escludono i tre gatti che mangiano più di me. Nel carrello della spesa, oltre a frutta e verdura non mancano mai croccantini e scatolette per loro, che rispondono al nome di Grey, Pepita e Fiocco. Posso permettermi anche di viziarli, ma spero che non si ammalino, perché andare dal veterinario coi tempi che corrono sarebbe tutt’altra cosa. Sono abitudinaria riguardo al posto dove rifornirmi, scelto per motivi relazionali, più che economici. Infatti conosco per nome diverse persone che ci lavorano, diventate familiari. Ammetto che fa piacere essere riconosciuta come cliente ‘affezionata’… suppongo anche ai dipendenti essere chiamati col loro nome. Di recente, all’ingresso del supermercato c’è un ragazzo di colore che saluta e si offre per aiutare in qualche modo, prestazione finora rifiutata per motivi di autonomia. Però gli ho offerto un cioccolatino, che ha gradito. È gentile e non invadente. Vedrò di fare meglio.

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