Il cuore, oltre le gambe

Avevo dedicato alle gemelle Kessler il post del 18 novembre. Oggi ci torno, dopo aver letto nella Repubblica di ieri il testo: “Un’eredità che arriva in dono a tutti” di Concita De Gregorio. Come da previsione, la giornalista all’inizio ricorda le gemelle per le lunghissime gambe e i balletti in cui si muovevano all’unisono, spostando poi l’attenzione su ciò che Alice ed Ellen erano dietro la sfavillante facciata “dove niente è come sembra”. Ne trae il profilo di due persone “rigorosissime, dotate di multiformi talenti, acute, determinate, fiere, sensibili e segnate da grandi dolori”. La scelta di lasciare questo mondo insieme, nell’impossibilità di vivere una senza l’altra turba molti, ma personalmente mi commuove. Se penso alle liti tra consanguinei nelle famiglie normali, loro testimoniano una sorellanza totale, per cui avevano rinunciato al matrimonio e ad avere figli. Senza eredi, con un colpo da maestro hanno lasciato tutti i loro beni a Medici senza frontiere, Unicef e altri enti che si occupano di bambini, lasciandoci in dono una lezione silenziosa: “meglio fare e non dire, che dire e non fare”. L’ultimo spettacolo offerto testimonia quanto cuore ci fosse oltre le gambe.

4 pensieri riguardo “Il cuore, oltre le gambe”

  1. Che grande cuore e che grande esempio! Il suicidio è un atto egoistico…ma quando si fa per un altra persona e si lascia un patrimonio a chi è bisognoso…non c’è più niente da discutere, giudicare…chi commenta contro o disprezza meglio che in silenzio esamini la propria condotta..grazie Ada dei dettagli in più che non conoscevo della vita di queste gentili signore🤗

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