“Un sogno per domani” (film)

Non rinuncio al mio riposino pomeridiano nemmeno alla domenica, anche se c’è il sole e ci starebbe una passeggiata. Del resto sono uscita in mattinata e mi sono piacevolmente imbattuta nella banda musicale e in un folto corteo di motociclisti. Sto per spegnere il televisore posizionato sul quarto canale quando parte la sigla dei “bellissimi”, film selezionati per un pubblico esigente, suppongo. Il film proposto è intitolato “Un sogno per domani”, del 2001, genere drammatico, tratto da un romanzo di Catherine Ryan Hude. Mi attrae dalle prime immagini, perché ambientato in una scuola media, classe seconda, la più difficile del triennio, in base alla mia esperienza. Quindi pane per i miei denti, anche se siamo a Las Vegas. D’altronde l’adolescenza è un’età difficile a qualunque latitudine. L’insegnante di Scienze sociali Eugene Simonet assegna ai ragazzi un insolito compito: trovare un modo per cambiare il mondo, innescando una sorta di catena della bontà. Trevor lo prende sul serio, iniziando a bonificare a casa sua, dove Arlene, la madre è una cameriera ex alcolizzata. Come anche la nonna, mentre il padre è un violento. Tra insegnante e allievo si crea una complicità che darà buoni frutti. Ma non è previsto il lieto fine. Infatti Trevor viene accoltellato mentre tenta di difendere un compagno dall’aggressione di alcuni bulli. Mi pongo due domande: Trevor è andato oltre con il suo tentativo di cambiare le cose? È utile contenersi anche nel fare il bene? Mi sembra un tema interessante, interpretato da un ottimo cast.

5 pensieri riguardo ““Un sogno per domani” (film)”

  1. Non ho avuta l’occasione di vedere quel film: a proposito di film! Ieri ho visto al cinema appena uscito intitolato “Fuori la Verità” andate a vederlo, merita in tutti i sensi… Tornando a noi Ada mi fai ritornare alla mente la mia adolescenza veramente me la ricordo come un momento magico dove la scuola mi toglieva il tempo di viverlo a pieno… Lo so che per Te sembra fuori da ogni ben di dio ma quel ragazzino, che ero, in un ambiente dove lo studio, da tutti i grandi, era visto come una perdita di tempo e nessuno mi ha entusiasmato verso l’acquisizione di cognizioni e conoscenze la mia vita di allora era un paradiso completo e vero… Avevo un ambiente di prati e alberi dove potevo correre e giocare iniziando dalle oche che mi riconoscevano come il loro tutore, il cane Chino straordinario un vero amico e una cavalla Olga che mi faceva sentire al di sopra di ogni cosa… Non ho un’idea di che cosa voglia dire la difficoltà adolescenziale e per la scuola il 6 per me era più che sufficiente, voleva dire che non studiavo mai e soprattutto quelle lunghe poesie imparavo la prima strofa e quando mi interrogava il Prof Oliva e mi interrompevo passava ad un altro studente conoscendo il mio stato, è Lui che mi ha preso per le orecchie in terza e mettermi sotto convincendomi il valore dello studio… Evviva il prof Oliva !!!…

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