Che amarezza, morire in servizio per un piano demenziale a tutela di un bene materiale. Tre fratelli fuori di testa provocano un incendio con esplosione che causa la morte di tre carabinieri e il ferimento di altre 25 persone. Italia, Veneto, nella notte tra il 13 e il 14 Ottobre 2025. Ad aggravare il fatto, l’intenzione di compiere una strage era nota. Balordi o assassini, i fratelli Ramponi, non fa differenza di fronte alla tragedia messa in atto. I titoli degli articoli odierni formano una triste collana attorno alle sfortunate vittime, I tre caduti del dovere: Valerio Daprà, 65 anni, bresciano trasferitosi a Padova, Davide Bernardello, 36 anni, cresciuto a San Giorgio delle Pertiche, Marco Pifferi, 56 anni, abitava a Sant’Ambrogio di Trebaseleghe. Diverse pagine dei quotidiani sono dedicate ai loro ritratti. Già i titoli riassumono le persone: Una vita in prima linea “Doveva andare in Libano, il rinvio pochi giorni fa” (Marco Piffari), Dall’esercito all’Arma, fin da ragazzino voleva mettersi una divisa (Davide Bernardello), I suoi sogni: la pensione e acquistare un camper per girare l’Europa (Valerio Daprà). Sogni infranti e vite spezzate. Poi un titolo che in qualche modo attenua lo sgomento: “Ho visto colleghi morire ma siamo carabinieri: sappiamo che si rischia” Infine: Deciso il lutto nazionale Tre giorni di bandiera a mezz’asta in Veneto. Sono desolata. Ogni giorno muore qualcuno non per cause naturali, ma morire in servizio per un flagello annunciato da tre fratelli mentecatti ha il sapore amaro di una beffa. Col senno di poi, forse si sarebbe potuto evitare, tuona qualcuno. Se anche fosse, non serve piangere sul latte versato. Tenere viva la memoria dei tre carabinieri serve a restituirgli un pietoso e doveroso riconoscimento.

Quando muore un carabiniere in servizio è sempre un dolore che si rinnova fin dalla strage di Nassirya…..onore e rispetto ai nostri valorosi carabinieri!!!
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Assolutamente sì! Onore e Rispetto all’Arma!
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E’ semplicemente Incomprensibile come si possa arrivare a tanto… bisogna valutare a che livello di vita che erano arrivati quei tre fratelli e come sono arrivati in quelle condizioni, Da quello che ho sentito vivevano senza corrente e senza riscaldamento sicuramente avevano perso la condizione dell’essere normale… molto probabilmente non erano più in grado di ragionare ed essere coerenti questo di sicuro… La realtà è che anche se di sicuro verranno condannati i tre militari non torneranno in vita… ho già detto molte volte cosa penso de l’homo sapiens è ancora lo ribadisco…
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Homo sapiens che perde spesso la sapienza e si riduce a bruto. La cosa incredibile è che i tre non accettavano di essere aiutati, vivevano di notte, isolati dal mondo: una scelta condivisa e diventata distruttiva che dimostra quanta pazzia sia diffusa fuori delle strutture sanitarie. Aiuto, difficile vederci chiaro! Grazie, ciao! 👍
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