Benedetta Pace

“Voglio tornare a casa mia, anche se distrutta” sono le accorate parole che una palestinese rilascia a un giornalista. Dopo l’accordo di Pace di venerdì 10 ottobre, l’esodo adesso avviene all’incontrario. La Protezione Civile di Gaza ha riferito che circa 200.000 persone, dall’entrata in vigore del cessate il fuoco sono di ritorno nel nord del territorio palestinese. Tra poche ore è prevista la liberazione di 48 ostaggi, di cui 20 ancora vivi nelle mani di Hamas, e la liberazione di 1950 prigionieri palestinesi da parte di Israele, di cui 250 condannati all’ergastolo. Dopo l’attacco di Hamas a Israele il 7 ottobre 2023 con migliaia di morti da entrambe le parti e la pressoché totale distruzione di Gaza, l’augurio che la Pace diventi definitiva è planetario. Per i sopravvissuti, il dopo sarà dolorosissimo. Immagino il miscuglio di sentimenti di chi torna a casa e non la trova. Nel servizio di stamattina, un palestinese ha trovato il suo divano sotto un cumulo di macerie, metafora di un conforto adesso improponibile. Tuttavia l’oggetto simboleggia una scheggia di futuro, un oggetto materiale cui aggrapparsi per riemergere dall’inferno subìto. Tema altamente drammatico la restituzione ai familiari delle salme di chi è morto durante la prigionia, al netto di quelle che forse non saranno recuperabili. Mi permetto due versi: Benedetta Pace/tanto desiderata/da averti dimenticata./A passi felpati/avanza generosa/ tra i cuori provati/dei sopravvissuti.//

4 pensieri riguardo “Benedetta Pace”

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