Il mio eden

• Maquillage in casa, non per capriccio ma per necessità. Ho fatto degli spostamenti nella cucina dell’appartamento e nella mia zona giorno, per consentire l’ingresso di una libreria che mio figlio ha smontato e rimontato da solo: 5 quadrati neri distribuiti su 5 file, sovrastati da tre piante verdi ricadenti che sono una meraviglia. Una è un Photos, le altre sono due esemplari di Chlorophytum comosum, volgarmente chiamato Falangio, parola di Serapia che se ne intende. Ignoravo che depura l’aria, assorbendo la formaldeide ed altre sostanze nocive. Mi fa piacere avere scoperto il pollice verde di mio figlio che ha acquisito e messo in pratica svariate abilità durante il trasloco di piante e masserizie. La ‘nuova’ libreria ha preso il posto del piccolo tavolo dove avevo distribuito i 13 libri della mia ‘collana letteraria’ che esporrò da qualche altra parte. Approfitto per ricordare che sta per uscire il quattordicesimo prodotto, Amici Inaspettati che mi tiene sulle spine. La nascita di un libro è pur sempre un evento! D’altronde è risaputo che come domestica sono una mezza frana, diciamo che coltivo altri interessi! Comunque tra piante e fiori ho imparato parecchio. Forse mi occuperò anche di orto a chilometro zero, complici pomodori e melanzane che dal vaso alla tavola sono un piacere. Sintetizzando, la mia casa è il mio eden.

4 pensieri riguardo “Il mio eden”

  1. Le tue parole trasmettono una saggezza profonda, per me invece; che ho percorso una vita in tutta Europa e una sensibilità che solo chi ha vissuto intensamente con leggerezza e consapevolezza può comprendere appieno… La casa come “passaggio” non la sento un limite, ma una libertà: quella che mi dice che la vita non la possiedo, ma l’ attraverso. Non è un rifugio statico, ma un luogo che si porta dentro, fatto di ricordi, incontri e paesaggi che cambiano con me… Questa visione mi fa pensare a chi, come me, ha imparato a viaggiare non solo con i piedi, ma con lo spirito…. È il dono di chi ha capito che la vera casa è spesso nei gesti, nelle persone che incrociamo e in quelle che amiamo e nei silenzi condivisi su un sentiero di montagna come ha scritto Francesca su “Verba Nostra” o in una piazza di paese…. Anche la montagna, del resto, insegna questo: che ogni vetta è solo un punto di passaggio, e la bellezza sta nel cammino, non nell’arrivo… (Potrei anche restare in silenzio su questa cosa; a volte le cose più importanti non hanno bisogno di essere dette, ma solo sentite.)

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    1. Anch’io mi sono sentita nomade – e nello spirito lo sono ancora – finché non ho dovuto sottopormi ad artopretesi su entrambe le anche. Dall’anno scorso, costretta a limitarmi negli spostamenti ho cominciato a ‘legare’ con la casa dove mi sento protetta. Tra l’altro, scrivendo abbastanza ho bisogno di concentrarmi e di non distrarmi. Ma non mi seppellisco in casa…seleziono molto dove e con chi andare. L’età che avanza mi ha reso più accorta e felina, se possibile. Con Francesca mi intendo benissimo, anche se lei ha 7 nipoti e io zero! Ciao, buon pomeriggio 💪

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