La sana risata

Non mi capita di ridere spesso, per motivi di temperamento e anche perché scarseggiano le ragioni. Però apprezzo chi sa far ridere, come Giorgio Panariello (compie 65 anni il 30 settembre) che vedo durante una trasmissione sabato sera, in replica domenica pomeriggio sul Nove. Beh, un fuoco di fila di battute e di imitazioni da non credere. Alla fine dello spettacolo, quando il pubblico si alza, l’artista esce con il rassicurante saluto: “Che Dio vi benedica”, stendendo un velo di spiritualità sull’intrattenimento apparentemente superficiale. Invece no, perché il bravo attore, conduttore, cabarettista, comico, imitatore (di Renato Zero soprattutto e altri personaggi) introduce sapientemente delle note dolorose riguardo il suo vissuto di bambino, abbandonato dalla madre e allevato dai nonni, e alla scoperta a 12 anni di avere un fratello, Franchino, anch’egli abbandonato, diventato eroinomane e morto prematuramente. Ha scritto un libro molto intimo, intitolato “Io sono mio fratello” (Mondadori) che me lo restituisce nel ruolo di scrittore. Quindi, tanto di cappello. Far sorridere gli uomini significa anche far sorridere Dio è il messaggio di Papa Francesco a un centinaio di comici incontrati prima di partire per il G7 in Puglia. Chiudo con la salace battuta del comico nei panni di un padre che risponde alla figlia intenzionata a rifarsi la bocca: “Succhiati una mentina!” 😂

4 pensieri riguardo “La sana risata”

  1. Mi piace Panariello fin dai suoi esordi,e il suo libro l’ ho letto ricco di particolari della sua vita ,con la scoperta del fratello che lui ha cercato in tutti i modi di aiutare,invano !!!

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  2. Mi piace Panariello per la sua capacità di cogliere le sfumature delle persone e interpretare poi i vari personaggi. La sua ironia sulla vita quotidiana, nei suoi spettacoli permette al pubblico di riconoscersi e lasciarsi andare con tante risate.

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