Ferragosto 2025

Dei tre bar dislocati in piazza, uno è super affollato, l’altro è chiuso per ferie, il terzo non tiene i quotidiani. In cartoleria compero la Repubblica e mi dirigo al Montegrappa dove faccio la seconda colazione (la prima alle sei). Almeno oggi non mi litigo il giornale con altri clienti, dato che il quotidiano è mio. Mentre attendo la consumazione, mi soffermo sulla pagina dedicata agli spettacoli, dove riconosco una cantante sotto l’ombrellone: Giuni Russo, prematuramente scomparsa a 53 anni (Palermo, 7 settembre 1951 – Milano,14 settembre 2004). L’articolo, di Gino Castaldo, riporta il titolo “Quella brutta musica che in spiaggia copre il suono del silenzio”; sottolinea come le spiagge italiane siano flagellate da ritmi incessanti e a volume troppo alto “Perché il silenzio fa paura”. Il giornalista ricorda con nostalgia quando nel 1982 Giuni Russo cantava “Un’estate al mare”, firmata fa Franco Battiato e Giusto Pio, che ebbe un successo clamoroso e divenne un tormentone estivo. Nella parte finale del brano, un vocalizzo dell’artista riproduce il verso di un gabbiano. Non si tratta solo di una canzone estiva, in quanto il testo nasconde il desiderio di fuga dalla realtà e di riscatto sociale. In psicologia, il mare è un simbolo potente: può rappresentare la rinascita, l’ignoto e le emozioni intense. Il mare libera la mente. La voce di Giuni, che all’anagrafe si chiamava Giuseppina Romeo possiede un timbro unico e un’estensione vocale di tre ottave: una combinazione miracolosa. Buon Ferragosto a tutti!

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