Buon senso (e mani a posto)

Forse è un caso – o forse no – che stamattina l’attenzione cada sulla maleducazione. Il Tg1Mattina Estate parla dell’iniziativa “Il galateo dei musei”, nata per garantire il godimento dell’opera ed evitare comportamenti scorretti. La stilista Carla Gozzi, intervistata al riguardo dice che: “Quando si condividono spazi pubblici, è doveroso tenerne conto, per non ferire la suscettibilità altrui”. Rapida puntata al mercato locale e sosta al bar dove mi accaparro IL CORRIERE, a pag. 31 del quale c’è il pezzo intitolato “Il galateo dei musei: 11 regole per una visita perfetta”, di Saro Trovato, sociologo e fondatore di Libreriamo. Per inciso, mentre scorro l’articolo, due clienti parlano e bestemmiano senza riguardo a cinquanta centimetri di distanza da me, che non li disturbo. Ma loro sì. Dovrei dirglielo, ma preferisco affrettare la lettura e andarmene. Forse l’età mi ha resa fastidiosa, oppure il malcostume è dilagante (per inciso, bestemmiare non è reato? Dovrei richiamare il titolare per l’inosservanza?). Penso a due guide in Gypsotheca a Possagno, che ne avrebbero delle belle da dire al riguardo. Giusto qui, tempo addietro – agosto 2020 – un turista austriaco 50enne, incautamente sedutosi alla base della statua di Paolina Bonaparte le aveva rotto alcune dita di un piede, per scattare un selfie. Tornando alla guida, va precisato che è stata stilata da diversi musei italiani, per prevenire danni e per salvare l’arte dalla ‘leggerezza’ di certi visitatori. D’effetto l’esordio: Prima di tutto buon senso (e mani a posto). Seguono alcune raccomandazioni: Non toccare le opere, Zaini davanti, non dietro, Parla sottovoce, Sorveglia i bambini… regole che vengono infrante con sorprendente leggerezza. Forse non sarebbe male premettere al galateo una semplice domanda da rivolgere al visitatore: cosa cerchi nella visita culturale, l’opera d’arte o un palcoscenico a tuo uso e consumo? La consapevolezza al servizio della bellezza.

8 pensieri riguardo “Buon senso (e mani a posto)”

  1. Ricordo una collega della scuola.media di Onigo che,prima di andare al teatro comunale diTreviso,faceva ricopiare sul diario il suo decalogo per questa specifica uscita.Tra le varie regole ricordo il divieto di entrare con le scarpe da ginnastica, in quanto luogo da rispettare anche con il decoro dell’abbigliamento. Ora,con le scolaresche,non avviene più.

    E avanti con la deriva,purtroppo.

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  2. Ultimamente sono diventato un fannulone, voglio sempre andare al museo anche quì a Treviso, ma mi dico sempre domani, hai hai hai… Da parte mia cerco un’esperienza culturale arricchente una via per aumentare la mia esperienza, conoscenza e anche per tenere la mia mente attiva che ultimamente fa le bizze… Quando sono stato al Louvre di Parigi; che poi sono rimasto sorpreso in quanto credo che il 70% delle opere è Italiana: le misure di sicurezza che proteggono sia le opere che i visitatori sono molto severe ed a ogni stanza ci sono telecamere e addetti al controllo, comunque è un vero spettacolo… Tra poco andrò a Roma così vedo la differenza… ivano

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    1. Non sarebbe male prendere esempio dagli altri Paesi per migliorare il nostro che, tra l’altro vanta un patrimonio artistico immenso. L’educazione culturale dovrebbe iniziare molto presto e punire adeguatamente chi sgarra. Spero che l’esperienza imminente a Roma non sia deludente…

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