Evviva la noia!

Terza domenica di Luglio: caldo, com’è normale che sia in questa stagione. Esco presto e faccio una puntatina al bar, contando di leggere IL CORRIERE, che infatti è a mia disposizione, meno attenzionato dai clienti rispetto ai quotidiani locali. A me sta bene, perché così posso scorrere le pagine in tranquillità. Di domenica, c’è l’inserto Corriere SALUTE che un tempo era staccato ed anzi raccoglievo. L’articolo odierno, di Elena Meli e Danilo di Diodoro ha un titolo in controtendenza, accattivante: E adesso concediamoci pure un po’ di “sana noia”. In tempo di corsa alla vacanza lo trovo azzeccato. Premesso che c’è chi non se la può permettere, per motivi economici, di salute, di obblighi familiari, eccetera, trovo illuminante che sull’argomento si fossero già espressi gli antichi. Anche Greci ed Egizi andavano in vacanza, ma per motivi diversi dai nostri, generalmente a scopo religioso o per assistere a eventi sportivi, un mix tra sacro e profano che radunava folle da ogni parte della Grecia. Gli antichi Romani hanno inventato le ferie. Con l’estate, i nobili lasciavano Roma per andare in villeggiatura nelle loro splendide ville al mare. In epoca moderna, il primo stato a ideare un periodo di ferie pagate esteso a tutti i lavoratori fu la Francia, con una legge approvata nel 1925, ma promulgata il 20 giugno 1936. In Italia, durante il periodo fascista la Carta del Lavoro del 1927 sanciva un “periodo di riposo feriale retribuito(art.17) dopo un anno di ininterrotto servizio”. Una indubbia conquista che però non entra nel merito di come trascorrere questo periodo. Il concetto di “sana noia” mi sembra un utile consiglio per staccare dalla quotidianità zeppa di impegni, stress e dipendenze varie. La noia può essere fonte di creatività e cambiamento. Per Lev Tolstoj la noia è “il desiderio di desideri”. Per Paolo Crepet, una grande possibilità. Conosco persone super attive, cui farebbe bene annoiarsi un poco e riflettere sulla frase di Blaise Pascal: “Tutto i guai dell’uomo derivano dal non saper stare fermo in una stanza”. Quindi annoiarsi può essere una risorsa. Ovviamente da riempire bene.

8 pensieri riguardo “Evviva la noia!”

  1. Un po’ di sana noia non guasta anzi, dovremo viverla, accoglierla, lasciare la mente libera di vagare e nella dose giusta può aiutarci ad essere migliori.

    Ogni tanto dobbiamo staccare la spina.

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  2. Per la prima volta in vita , ho sentìto il vero significato della libertà e della felicità. mi sono reso conto che la bellezza delle ferie non era solo per i turisti, ma poteva essere accessibile anche a me, se solo avessi avuto il coraggio di cercarla… Ho inziato a lavorare costretto sino da bambino e poi da ragazzo per conto mio, ho visto il mare a 13 anni solo una volta ed è veramente condinzionante anche se non me me rendevo conto… finalmente con un pò di sicurezza economica con i miei bambini ho scoperto che la bellezza delle ferie non era un privilegio, ma un diritto di tutti… E grazie alla mia determinazione, avevo reso possibile per molti altri cioe figli e ex vivere quella stessa esperienza meravigliosa…

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    1. Quando sono sudate, cioè precedute dalla fatica e dal sacrificio le ferie sono una meritata ricompensa. Come nel tuo caso, perché il duro vissuto in precedenza ti ha messo in condizione di guadagnarti l’indipendenza e il benessere, da distribuire – cosa piuttosto insolita – ai tuoi cari. Bravo, buone ferie! 😃

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