Una vita tormentata

Da un po’ sui quotidiani leggo di Goliarda Sapienza (Catania, 10 maggio 1924, Gaeta, 30 agosto 1996), merito del film Fuori di Mario Martone, uscito di recente (il 20 maggio) con Valeria Golino, Matilda De Angelis ed Elodie. Intanto il nome insolito Goliarda, più usato come aggettivo con il significato di spensierato/scherzoso. La goliardia era un movimento medievale di studenti e intellettuali che vivevano in maniera un po’ trasgressiva. Poi l’hobby di Goliarda Sapienza che era scrivere. Anzi, nell’articolo che leggo sulla Tribuna di oggi, lei lo definiva “una follia”, nel senso che per scrivere era caduta in miseria. Il film, presentato in concorso al 78esimo Festival di Cannes parla della scrittrice finita in carcere nel 1980 per avere rubato dei gioielli. L’incontro con alcune giovani detenute sarà per lei un’occasione di rinascita che nessuno fuori può comprendere ma che le offrirà lo spunto per scrivere. Tra le opere più importanti della scrittrice: il romanzo autobiografico “Lettera aperta” (1967) e l’opera postuma “L’arte della gioia” (1998). Ma accattivanti sono anche i titoli dei romanzi “L’università di Rebibbia” e “La certezza del dubbio”. Definita dalla pedagogista e scrittrice Elena Gianini Belotti “una scrittrice in anticipo con i tempi”, oggi riconosciuta tra le maggiori autrici letterarie Italiane, in vita le fu negata la fama. Tra le vicende personali, il carcere, la povertà e il tentato suicidio nel 1964: una vita travagliata che mi ricorda l’avventura umana di Alda Merini. Come spesso accade, artisti non apprezzati in vita, lo diventano da morti. Per fortuna, restano le opere. Nel caso di Goliarda Sapienza i suoi scritti.

6 pensieri riguardo “Una vita tormentata”

  1. Goliardia Sapienza, una donna che aveva deciso di fare una vita dedita alla scrittura.E’ mancata troppo presto per poter assaporare il successo. Dieci anni dopo la scomparsa, prima la Francia e poi l’Italia decretarono un capolavoro il suo romanzo “L’ Arte della Gioia”

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