Effetti (e difetti) dei social

Sul settimanale ‘il venerdì’ di Repubblica del 23 Maggio leggo due articoli ravvicinati e in apparenza contrastanti. A pag.62, “I nonni al cellulare invecchiano meno”, di Martina Saporiti; a pag.64, “Più siamo social meno saremo socievoli. Perché?”, di Giuliano Aluffi. Prima di entrare nel merito dei due testi, la mia scelta viaggia sempre equidistante dagli estremi, influenzata dal motto di Aristotele In media res stat virtus, ovverosia la virtù/verità sta nel mezzo. Riguardo al primo articolo, uno studio di neuropsicologi su Nature Humane Behaviour sostiene che il maggior uso della tecnologia è associato a una riduzione del rischio di declino cognitivo del 58 per cento, addirittura più dell’attività fisica (35:percento). Ne segue che gli srumenti digitali possono giovare in attività mentalmente stimolanti e sostengono le connessioni sociali. Personalmente sono d’accordo per la ‘ginnastica mentale’ ma ho dei dubbi riguardo le relazioni sociali. Nella comunicazione digitale si perdono molti segnali: espressioni facciali, gesti, toni di voce che allontanano l’empatia “emozione complessa che richiede tempo e attenzione” come sostiene il giornalista americano Nicholas Carr, autore del saggio Super Bloom. Le tecnologie di connessione ci separano? (Raffaello Cortina). Il volume consta di 316 pagine, per me troppe da leggere. Ma condivido il pensiero che i social media favoriscono l’ansia e l’insicurezza. “Trasformano la nostra identità in un contenuto da valutare attraverso il numero di like, commenti e follower”. Sono scomparsi i confini tra socialità e solitudine, da riequilibrare. Appropriato l’invito di tornare a rieducarci. Magari facendo una passeggiata in compagnia o una chiacchierata a quattr’occhi.

8 pensieri riguardo “Effetti (e difetti) dei social”

  1. Da parte mia, dopo il trauma cranico sono stato invitato per tenere la mia mente attiva dai medici studiando, via social, lingue e leggere molto tutto quello che mi interessa… Devo dire che il risultato è stato ottimo, in questo caso i social vanno benissimo… Non è assolutamente da comparare la vita dei giovani di oggi con quella del passato, noi eravamo legati al nostro ambiente, a una scuola legata alle basi di quei tempi, loro invece sono estremamente spinti a vedere la loro vita momento per momento senza cercare un futuro come facevamo noi alla loro età, indirizzati culturalmente verso una famiglia e una casa, mentre loro con l’utilizzo dei social, si inseriscono in una società multinazionale, emergendo in una cultura completamente per me straordinaria, basta guardare il tuo alunno che è in Australia, solo e soltanto per un’esperienza e non certo per un futuro programmato… ivano

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    1. Magari i giovani assomigliassero a Manuel! Ne vedo troppi chini sullo schermo mentre camminano, imbambolati ed estranei al contesto. La cultura del passato era forse opprimente e limitata, ma quella di oggi è…disumanizzante! Meglio se mi sbaglio. Ciao 🤝

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  2. Sono pienamente d’ accordo con la risposta che hai dato ad Ivano.In questi giorni che ero al mare ,ho visto dei giovani imbambolati camminare con lo sguardo fisso sul telefonino, del tutto estraniati alla realtà. Una ragazza addirittura stava andando addosso a Gianni,che l’ ha richiamata. Assurdo!!!

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