Gli amici ungheresi

Gli argomenti più gettonati dei miei post riguardano l’attualità e le emozioni. Cerco di mantenermi in equilibrio quando i fatti sono spinosi, anche perché non sono una opinionista, ma semplicemente una persona che ama scrivere. Protagonisti del mio privato sono spesso i gatti e i fiori, di rado le mie amicizie. Oggi però è una giornata “storica” perché incontro Helena, Imre e Balazs/Biagio Matern, motociclisti ungheresi, amici di mio padre Arcangelo, mancato oltre 44 anni fa (il 2 aprile 1981). “ARCANGELO TI RIKORDIAMO SEMPRE FAMIGLIA MATERN” impresso sulla lastra tombale in cimitero a Possagno conferma che il filo della memoria è indistruttibile. L’amico spassoso sulle due ruote ha lasciato orme profonde. Da donna, non ho ereditato lo spirito sportivo di mio padre. Però sono contenta che lui abbia seminato tanta simpatia. Grata agli amici ungheresi, gli dedico il post odierno, tradotto per loro in inglese dal talentuoso Manuel che si trova a Sydney. Ritornati per una gita in terra veneta, non parlano italiano e io non parlo inglese. Tuttavia “Google traduttore aiuta e poi improvvisiamo”, scrive Biagio in italiano, “meccanico di motociclette”. Sara Cunial fa da preziosa interprete, il tempo scorre piacevole e veloce. Una visita in cimitero, dove Helena depone due mazzi di fiori, uno per mamma Giovanna e uno per il “globetrotter su due ruote”. Imre ascolta e pensa. A breve compirà 77 anni e non va più in moto. Ma custodisce un patrimonio di memorie e di amicizie. Durante i viaggi con la Laverda 750 – ora cimelio nel Museo Laverda di Breganze (VI) – Arcangelo li ha incontrati e si sono rivisti in vari raduni motociclistici, tenendo alta la fratellanza sportiva. In molte occasioni mi sono sentita ‘fuori del giro”, essendo donna e zero sportiva. Sono riconoscente a queste brave persone di avermi contattato, nel ricordo di mio padre. Con l’augurio che ogni viaggio sia portatore di salute e benessere.

10 pensieri riguardo “Gli amici ungheresi”

  1. Un bell’ incontro per ricordare attraverso gli amici ungheresi, papà Arcangelo .Chissà cosa direbbe se ancora fosse in vita!!!!

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  2. La moto è un mezzo speciale, è un veicolo che si trasforma e salendoci in groppa diventa parte del tuo corpo… È un veicolo che ti sostiene e ti fa svolazzare con il vento che accarezza e sprona la nostra vivibilità di chi piace come me andare in moto… Io ho avuto la Guzzi 750 per tantissimo tempo e ho portato questo desiderio di moto ai miei figli… Non molto volentieri perché un conto è averla io e un conto è pensare che hai i figli con una potenza così stravolgente in mezzo alle gambe… Ritrovarsi con gli amici di tuo padre appassionati di questo mezzo, sicuramente anche se non riesci a entrare nell’idea è qualcosa di speciale in quanto tutti quelli che usano la moto nel momento in cui la guidano sono diversi sono a due passi dal cielo… Di sicuro deve essere stato un momento da ricordare… Ivano

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    1. A due passi dal cielo, a cavallo della moto! Deve essere ciò che provano i bikers…che io ammiro ma non invidio: troppo pericoloso, il mezzo e la velocità un’arma pericolosa. Però, i gusti sono gusti e l’amicizia che si crea è una gradita ricompensa. Buon pomeriggio 😄

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