Fortuna e sfortuna

La parola ‘sorte’ presso gli antichi era sempre accompagnata dall’aggettivo ‘mala’ oppure ‘buona’, a sottolineare la forza imprevedibile e incontrollabile che plasma il destino degli uomini in maniera positiva oppure contraria. Nella mitologia romana e greca viene rappresentata come una figura femminile con in mano il timone della vita e con la sfera, simbolo della mutabilità e dell’incostanza delle cose umane. Il tema del destino è costante in fatti di cronaca, come quello accaduto ieri pomeriggio nel comasco dove è morta un’insegnante in gita con i suoi alunni. Uno dei due pullman sul quale viaggiavano le classi prima e quarta – in tutto 35 bambini – della scuola primaria dell’Istituto Comprensivo di Azzate (Varese) ha tamponato il camion che lo precedeva all’interno di un tunnel: tre feriti e un morto, la maestra Domenica Russo, 43 anni, mamma di un’adolescente. L’insegnante sedeva davanti, accanto all’autista. Nata a Napoli, per anni veva lavorato come assistente sociale. Poi aveva deciso di entrare nel mondo della scuola e per lavoro si era trasferita in provincia di Varese. Di recente era arrivata la nomina alla Scuola elementare Pascoli di Cazzago Brabbia (Varese). Provo una grande pena per questa collega morta in servizio durante un’uscita didattica che doveva essere istruttiva e divertente. La comitiva di alunni e docenti era stata in visita al Museo del cavallo giocattolo di Grandate (Como). Immagino il trauma che accompagnerà i piccoli allievi tutta la vita. Ho insegnato per una trentina d’anni alle medie e ricordo che le uscite didattiche mi procuravano molta ansia, prima e durante, tant’è che cercavo di evitarle. Tenere a bada l’esuberanza degli studenti già in pullman era un impegno notevole, al netto degli imprevisti legati al viaggio e alla visita programmata. Ogni volta accumulavo stress e stanchezza. Nel mio caso, non è successo nulla di grave. Ringrazio la dea fortuna.

12 pensieri riguardo “Fortuna e sfortuna”

  1. Povera maestra morta in servizio e poveri i suoi alunni che hanno assistito a una tragedia che segnerà per sempre i loro animi.R.I.P.

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  2. Ogni decisione che prendiamo apre o chiude infinite possibilità, creando una ramificazione di eventi che possono portarci in direzioni inaspettate. Anche le decisioni più ponderate possono avere esiti imprevedibili a causa di fattori esterni o della reazione di altre persone.Accettare l’ImprevedibilitàAlla fine, l’imprevedibilità della vita è ciò che la rende così dinamica e, per certi versi, eccitante. Se tutto fosse prevedibile, la vita perderebbe gran parte del suo mistero e della sua sorpresa. Accettare che non tutto è sotto il nostro controllo e che una parte significativa della nostra esistenza è affidata a ciò che chiamiamo fortuna può aiutarci a vivere con maggiore serenità, pronti ad accogliere ciò che la vita ci riserva, nel bene e nel male. Ivano

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  3. Ogni decisione che prendiamo apre o chiude infinite possibilità, creando una ramificazione di eventi che possono portarci in direzioni inaspettate. Anche le decisioni più ponderate possono avere esiti imprevedibili a causa di fattori esterni o della reazione di altre persone.Accettare l’ImprevedibilitàAlla fine, l’imprevedibilità della vita è ciò che la rende così dinamica e, per certi versi, eccitante. Se tutto fosse prevedibile, la vita perderebbe gran parte del suo mistero e della sua sorpresa. Accettare che non tutto è sotto il nostro controllo e che una parte significativa della nostra esistenza è affidata a ciò che chiamiamo fortuna può aiutarci a vivere con maggiore serenità, pronti ad accogliere ciò che la vita ci riserva, nel bene e nel male. Ivano

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    1. Nessuno, sano di mente, perchè c’è da vedere anche questo aspetto, accetterebbe un evento così tragico, imprevedibile messo in atto da chi e da che cosa lo ha predestinato, è incomprensibile capirlo… Ricorda che ogni persona reagisce in modo diverso agli eventi tragici e non esiste un modo “giusto” o “sbagliato” di affrontarli. L’importante è trovare ciò che funziona meglio per te… Ciao Vicenza63… ivano

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      1. Vero, ognuno metabolizza il dramma in modo diverso. L’importante è superarlo e non farsi affossare…anche chiedendo aiuto, se/quando possibile (perché in guerra tutto si complica). Saluti e Salute 🍀

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