Gazebo e gazebo

Ho steso il bucato sotto il Glicine, sui tronchi del gazebo naturale: con la bella stagione diventa il posto ideale per fare asciugare indumenti e tovaglie, creando una temporanea privacy protettiva da sguardi passeggeri. La cosa mi fa pensare al mare e ai ripari di tende per i bagnanti più danarosi. Quelle sono in serie, mentre la mia struttura è singolare e profumata, in questo periodo visitata dai bombi bottinatori. È l’angolo che preferisco per rilassarmi, leggere e poetare. Scrivere mi riesce più difficile perché il tablet pesa, salvo che non usi block notes e matita. Sul tronco tortuoso della pianta ho appoggiato il pigiama, mentre sui tronchi lunghi e paralleli della struttura dondolano le lenzuola. Sono seduta su una sedia di ferro bianca posizionata in un angolo e mi cadono addosso impalpabili fiori lilla, staccatisi da un grappolo ormai in sfioritura. La pace che provo stando in questo posto, distratta al massimo dai gatti non potrei trovarla in nessun altro luogo, anche se non mi dispiacerebbe tornare a visitare il mare. Ma il traffico in aumento durante le feste varie è un deterrente, come anche il tempo volubile. Cerco il benessere a chilometro zero, meglio se a metro zero. Dopotutto diventare proprietaria della mia casetta a un piano e mezzo, ha significato quindici anni di mutuo. All’inizio ciò ha comportato sacrifici e rinunce. Però da quando sono in pensione, finalmente me la godo. Non per nulla ci avevo scritto la poesia Il mio Eden Da piccola sognavo/una grande casa./Da grande il sogno/è costato parecchio./Adesso mi godo/cani e tulipani,/more e lamponi/abbandonata sull’amaca/sotto il favoloso/ciliegio giapponese…/senza più pretese!//. Purtroppo, i cani sono passati a miglior vita. Ma tutto il resto è rimasto. 🏡

10 pensieri riguardo “Gazebo e gazebo”

  1. ahi ahi ahi La verità è chiara, meglio ancora, la realtà è chiarissima, come mai sei diventata anziana e il corpo diventa più vulnerabile allo stress… Ahi ahi ahi anche la salute mentale ha bisogno di pace e di tranquillità non funziona più come prima. Non è più attiva come prima. Ha bisogno di un buco per appenderci in un albero all’infuori della vita quotidiana di tutti… Ahi hai hai… Non si tratta più di un desiderio di pace, ma di una necessità assoluta ahi ahi ahi poveri vecchi… Ivano

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    1. No no, guarda che ti sbagli! La mia idea di vecchiaia non è affatto triste. Se la salute tiene, significa scelte responsabili, basta stress da lavoro, selezione di persone…io vado in palestra e faccio sala pesi, non assumo nessuna medicina e mi alleno molto scrivendo, una media di quattro ore al giorno, per cui ho bisogno di tranquillità e silenzio. In gioventù ho ballato e vinto anche qualche gara di liscio. Senza rimpianti, oggi sto meglio e non tornerei indietro. Forse tu ti dai troppo da fare… i gusti sono gusti, a me sta bene così (e conto di invecchiare ancora!). Ciao! 🤗

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  2. Anch’io ho il mio posto del cuore, un posto speciale che mi regala pace e sicurezza. È l’angolo.piu’ nascosto della mia terrazza, ombreggiato dal grande ginko biloba e ora profumato dal gelsomino che si arrampica tutto intorno.Mi fa stare bene, mi rilassa, leggo , scrivo, lavoro a maglia. È il mio rifugio al riparo da sguardi indiscreti. Spesso mi fa compagnia una coppia di tortore attirata dalle briciole e dai chicchi di riso che lascio in un angolo.per loro.

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    1. Brava Francesca! Conosco il tuo angolino, veramente delizioso. Spero che i rumori del vicino parcheggio si siano contenuti… certo la compagnia delle tortore non ha uguali! Grazie e goditi il tuo posto del cuore. Buona serata 🌻

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