Il mio Eden

Fare giardinaggio è una vera esperienza sensoriale, per dirla col mio amico Giancarlo. Soprattutto dopo tanti giorni di pioggia, è bello star fuori a maneggiare tra vasi e fiori. Ho comperato giorni fa una bella Violaciocca profumata che merita un alloggio più capiente: lo trovo in un battibaleno tra i vasi di terracotta e di plastica colorata collocati in posti strategici del giardino che il mio amico pittore ha soprannominato “Giardino di Giverny” alludendo a quello di Monet, il pittore francese (Parigi, 14/11/1840 – Giverny, 5/12/1926) che nelle sue tele ha creato un legame indissolubile tra la pittura e la natura. Il paragone con il suo giardino è esagerato, ma mi lusinga e qualcosa di vero c’è. Non fosse altro perché l’area scoperta originaria, nel tempo si è trasformata quasi in un vivaio, come dice Marcella. Per me il pezzo forte è il gazebo abbracciato dal Glicine col tronco sinuoso, sotto al quale scrivo, mentre i bombi lavorano sui fiori che si disfano e mi cadono in testa. Una specie di infiorata domestica. Il Ciliegio giapponese o da fiore ha catalizzato l’attenzione una decina di giorni fa, meritandosi una poesia. I Tulipani sono apparsi e scomparsi con le abbondanti piogge. La Camelia ha fatto il suo exploit, mantenendo per poco le focose corolle, ma a breve fiorirà la Peonia color confetto. Le generose Ortensie hanno messo le foglie, ma per i capolini bisognerà aspettare la primavera inoltrata. Intanto ha emesso i fiori qualche Geraneo dello scorso anno e sta per fiorire una pianta grassa che mi fa compagnia da diversi anni. Ah, stavo per dimenticare gli Iris, eleganti e profumati. Dopo questo elenco parziale del mio nutrito giardino, mi spiego perché da un po’ sto molto bene a casa mia, senza bisogno di evadere. Qua ho tutta la bellezza che mi serve per sorridere. Non dipingo come Monet, ma scrivo con piacere.

6 pensieri riguardo “Il mio Eden”

  1. Ada, mi piace il tuo giardino perché mi ricorda l’atmosfera del passato, quello che costituiva la la principale caratteristica delle vecchie case di campagna.

    Ricordo anche a casa mia c’era l’orto, il frutteto, angoli d’ombra dove trovava posto una panchina e zone esposte al sole con aiuole di rose, iris e mughetto. Dava l’idea di un giardino disordinato con fioriture semplici e tante macchie di colore e i vialetti coperti di ghiaia.

    Spesso il ricordo della mia infanzia è legato a una casa fresca con un giardino ricco di profumi, ora impressi nella mia memoria.

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    1. Bei ricordi che vale la pena far rivivere! Onorata che il mio giardino sia uno specchio del passato. Senza volerlo, si è costruito ‘da solo”, senza interventi di esperti. Grazie della testimonianza che mi conforta! Buon pomeriggio 🤗

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  2. Da quello che capisco è da come lo descrivi è un Regno Verde interamente tuo… Questa mattina ho fatto una bella camminata di credo 15 km e ho fotografato degli Iris speciali. Poi te li mando… ivano

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