Beppe, cane nomade

Sto per uscire in macchina e aspetto che il cancello ‘automatico’ si apra, dato che fa le bizze, forse per via del tempo uggioso. Finalmente si decide e mentre la panda ha superato l’ingresso di servizio, vedo un cagnetto spelacchiato, incerto se entrare mentre sto completando la manovra in uscita. Si tratta di Beppe, mio ex vicino di casa, da me menzionato nel mio precedente lavoro intitolato Ricami e Legami. Dallo scorso giugno il bastardino color biscotto ha cambiato casa, sempre in paese. Ermanno, il suo proprietario si è trasferito con moglie e due figli ragazzini in una spaziosa villa a circa 700 metri dove però Beppe non si sente a suo agio, tanto che scappa e torna nei paraggi della precedente abitazione, vicina alla mia. Evidentemente ha memoria del suo trascorso di cane che gli procura ‘nostalgia’ e vorrebbe scambiarlo con la residenza attuale. I nuovi vicini, Paolo e Valentina, sono comprensivi e accoglienti ma devono badare alla piccola Olivia e non possono farsene carico. Io ho tre gatti, più due dei vicini in visita quotidiana; ho avuto Luna e Astro in passato, ma dopo le protesi alle anche sono stata dissuasa da prendere altri cani. Pur essendo una gattara, mi sto avvicinando al comportamento dei cani, grazie anche alle vicende di Rex e di Ben che costituiscono la struttura del mio lavoro in gestazione. Credo che alla base del rapporto uomo – animale ci sia una complicità che va molto oltre il legame di mera assistenza e custodia. In altri termini, l’animale trova il modo di comunicare il suo gradimento sia rispetto al padrone, sia rispetto alla casa. Mi auguro che il nomadismo di Beppe si plachi in qualche modo, trovando finalmente il suo luogo dell’anima.

7 pensieri riguardo “Beppe, cane nomade”

  1. Povero Beppe che non riesce ad adattarsi nella nuova casa.Ma perché i suoi padroni non chiedono aiuto ad un istruttore di cani per capire come fare perché trovi pace?Nella nuova dimora?

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  2. Credo che cambiare casa per un cane, cambiare il proprio territorio e ritrovarsi in un ambiente estraneo, circondato da suoni, spazi e odori a lui sconosciuti sia difficile abituarsi a una nuova realtà. Forse, come dice Lucia andrebbe aiutato.

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