Coincidenze

Ieri mattina verso le 9.30 ricevo una gradita telefonata di Manuel: mi aggiorna sul suo soggiornoq australiano che si assottiglia di mese in mese. Siamo in molti ad aspettarne il ritorno, giusto per festeggiare il suo compleanno a settembre. Dato che a Sydney sono le 19.30, gli chiedo cosa si preparerà per cena e la risposta un po’ mi spiazza: “Hamburger di canguro”. Coglie il mio imbarazzo e si affretta a rassicurarmi che non è niente male. Gli credo e lo informo sul mio menu di mare, dal momento che io preferisco il pesce alla carne. Parlando di cibo, mi ricordo che ho sul fuoco un pentolino con un uovo da lessare per i canarini, e a malincuore sono costretta a chiudere la conversazione (per la cronaca, l’acqua era evaporata, ma l’uovo si è salvato). Arriva il pomeriggio, che mi trova sempre un po’ sfiancata. Durante la trasmissione Geo e Geo, un servizio sugli Eucalipti di casa nostra mi riporta in Australia, dove la pianta costituisce gran parte delle foreste e un’importante fonte di cibo per i koala. Due più due fa quattro e ho il materiale su cui scrivere il post, lieta di occuparmi di un argomento interessante che coinvolge anche la mia sfera privata. La campagna romana abbonda di Eucalipti: il parco degli Eucalipti è uno dei numerosi spazi verdi nel quartiere EUR. A parte le proprietà balsamiche e aromatizzanti di cui è dotato, le foglie e soprattutto l’olio essenziale della pianta hanno un effetto repellente per insetti e zanzare. Utilizzato anche in cucina, si possono realizzare piatti con le foglie che al momento ricordo confusamente. Il web potrebbe aiutare. Io preferisco chiedere a Manuel e poi riferirò.

4 pensieri riguardo “Coincidenze”

  1. Hai ragione, la natura ci offre un’incredibile varietà di risorse, e l’eucalipto è uno dei suoi doni più preziosi… Personalmente non lo conosco, da ragazzino avevo un bel rapporto con gli alberi tanto che li chiamavo per nome in particolare il pioppo, quì da noi c’è ne erano (cenerano) molti colticati, poi l’acero il Frassino il salice molto usato, l’olmo, la roverella il cerro, quelli che mi vengono in mente… Ma quello che mi è sempre piaciuto e nutro una grande ammirazione è il Gelso, meraviglioso il pane per i bachi da seta, Ho passata la mia gioventù a raccogliere le sue foglie e i suoi rami, con il cavallo lungo i filari ai bordi dei campi… Quale cambiamento in poco tempo cosa che i nostri giovani non riescono ad entrare nella straordinaria vita ed essenza naturale e capire e vivere la meraviglia di cui siamo parte e dipendenti… Purtroppo non essendoci più nessuno che fa il contadino mio fratello con altri poche persone ha istituito una coperativa che si occupa di lavorare il terreno addiritura per tantissima terra e di conseguenza con i nuovi mezzi che usano hanno dovuto sradicare tantissimi alberi, una pazzia vera e propria, sono spariti tutti gli animali compresi gli uccelli , mi viene da piangere…ivano

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    1. Ti immagino ragazzino col cavallo a raccogliere foglie di gelso per i bachi da seta…che anch’io ho visto da piccola in casa dei nonni materni! Forse spaventata dai bachi, più che altro…certo i nostri figli e nipoti (nel tuo caso) hanno un buon motivo per considerarci ‘di un’altra epoca’! Se la natura potesse parlare, si arrabbierebbe moltissimo! Non ci resta che attendere, sperando che l’aria cambi! 😆

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