Omaggio a Dante

L’aggettivo supremo/sommo usato nel post di ieri riferito al bene della vita, mi torna utile anche per il post odierno, dedicato al ‘sommo poeta’ cioè Dante Alighieri di cui oggi ricorre il Dday. La data del 25 marzo corrisponde infatti al giorno dell’anno 1300 in cui, secondo la tradizione, Dante – il vero nome è Durante; Alighieri è un patronimico da Alighiero, suo padre – si perde nella ‘selva oscura’ cioè inizia il viaggio che ha dato origine alla Divina Commedia. La ricorrenza è stata istituita dal Ministero della Cultura per commemorare nel 2021 il 700esimo anniversario della morte del poeta, avvenuta a 56 anni, in esilio a Ravenna nella notte tra il 13/14 settembre 1321. L’occasione richiede che vada a rivedermi il padre della lingua italiana. Ma tralascio la Divina Commedia, il suo capolavoro e considero la Vita Nova/Nuova che ritengo più vicina alla mia sensibilità. Il titolo significa sia “vita giovanile” che “vita rinnovata dall’amore” per Beatrice. Si tratta di un’opera che combina prosa e poesia: 25 sonetti, 5 canzoni e 1 ballata per un totale di 31 componimenti. Dante parla dell’amore idealizzato per Beatrice con un nuovo stile, usando l’amore come mezzo di elevazione morale. Non sarebbe male che lo spirito di quello che è considerato uno dei più grandi poeti di tutti i tempi stemperasse il nostro turbolento quotidiano.Tanto gentile e tanto onesta pare è forse il componimento più noto di Dante, tra quelli composti durante la giovinezza, compreso nel cap. XXVI della Vita, il vertice della poesia stilnovista. Riporto la prima strofa, a beneficio del lettore: Tanto gentile e tanto onesta pare/la donna mia quand’ella altrui saluta,/ch’ogni lingua devèn tremando muta,/e li occhi no l’ardiscon di guardare.// Certo ne è passata di acqua sotto i ponti da allora, ma l’amore tiene sempre banco.

4 pensieri riguardo “Omaggio a Dante”

  1. Dante Alighieri, il sommo poeta, ha regalato al mondo la sua opera immortale, Dopo Virgilio, ritenuto da Lui stesso il ” Maestro” la “Divina Commedia”, un viaggio straordinario attraverso Inferno, Purgatorio e Paradiso. Le sue parole ci ricordano non solo la complessità dell’animo umano, ma anche l’importanza della speranza e della redenzione. Come disse lui stesso: “Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza.” Veramente ci provo, anche se ieri seguendo la mia piccola conoscenza non sono stato accolto… Devo dire nel mio piccolo che un pensiero speciale va alla sua capacità di unire poesia, filosofia e fede, creando un’opera che continua a ispirare generazioni in ogni angolo del mondo… Mi piacerebbe pensarlo presente in questo momento per trarne delle visioni da sommo… ivano

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