Come la farfalla gialla

“Ho cominciato ad avere paura quand’ero bambina”. Parole di Liliana Segre, 94 anni, ospite di Fabio Fazio, uno di fronte all’altra. Non so se sia la replica di una puntata precedente, comunque la presenza della senatrice a vita deportata da bambina è quanto mai opportuna nel Giorno della Memoria. Sul tavolino basso, un’orchidea bianca e dei tulipani gialli. Sue le parole: “Siate sempre come la farfalla gialla che vola sopra i fili spinati”. Un luogo simbolo del male è la Risiera di San Sabba, campo di concentramento nazista istituito a Trieste: ufficialmente come campo di detenzione di polizia, unico ad essere dotato di un forno crematorio in tutto il territorio nazionale. Il nome si riferisce al fatto che in origine si trattava di un complesso di edifici nato come stabilimento industriale per la lavorazione del riso. Fu in attività fino agli Anni Trenta quando la produzione cessò e dopo il 1940 venne trasformato a tutti gli effetti in caserma militare. Oggi la Risiera è Monumento Nazionale ed ospita un museo con una mostra fotografica permanente. Visitato da migliaia di persone, soprattutto scolaresche fu la meta principale della visita didattica di una mia terza media diversi anni fa. Impressionanti le celle anguste, l’ampio cortile interno dove vennero uccise 3000 persone e l’aria spettrale. Ci fermammo all’incirca un’ora, tempo per memorizzare l’orrore. Oggi 27 gennaio ricorre l’ottantesimo anniversario della liberazione del campo di concentramento di Auschwitz, mentre è in corso la marcia dei palestinesi verso nord di Gaza: la pace è un obiettivo fuggevole. Da conservare con le unghie e con i denti.

8 pensieri riguardo “Come la farfalla gialla”

  1. Ho visitato un giorno Auschwitz, in quanto per lavoro andavo a Cracovia e poi passavo per Breslavia per andare in Germania dell’Est a Dresda: quanto tutte quelle zone sono rimaste nel mio cuore colpito a morte dalla sofferenza di dover condividere con un popolo di persone che erano uguali indentiche a me, in particolare quel campo di concentramento che mi fa ancora soffrire scrivere “AUSCHWITZ” non riuscivo allora e ancora adesso sopportare l’ignominia umana così attroce e ancora adesso diventerei un assasinio a mia volta, perche quegli esseri umani non hanno diritto a vivere … Che bella riflessione! La ricerca della pace è davvero un compito continuo e fondamentale… Sebbene possa sembrare un obiettivo sfuggente, ogni piccolo passo verso la comprensione, la tolleranza e la cooperazione ci avvicina un po’ di più… Mozart stesso, con la sua musica, ha contribuito a unire le persone e a diffondere bellezza e armonia nel mondo… Chissà quante persone hanno trovato conforto e ispirazione nelle sue opere, contribuendo così alla loro ricerca personale di pace… Non lo so se la bomba atomica è così pericolosa, mi dispiace per gli animali ma per questo bipede se sparisce non credo che faccia del male alla terra… ivano

    "Mi piace"

Scrivi una risposta a lucia zanchetta Cancella risposta