Flavio e Rex, una bella storia

Oggi dedico il post a Rex e Flavio che stanotte lasceranno il Kazakistan per venire a Belluno dove Flavio è ‘di casa’ ma il cane no. Strade ghiacciate e freddo intenso là, neve e freddo qua, ma il calore del cuore sopra ogni cosa. L’amicizia creatasi tra i due è così commovente che merita il post. Vorrei raccontare la loro storia in un romanzo. Sintetizzo quanto finora so: il cane kazako vive per strada, sulla neve. L’inverno laggiù è rigidissimo, la temperatura scende anche a meno trenta. Il pelo lungo colore melange lo protegge ben poco. Ha problemi a una zampa. Malconcio e sopraffatto da cani più prestanti, Rex ha bisogno più di carezze che di cibo. Flavio se ne rende conto: gli parla, lo incontra durante il percorso casa – lavoro e gli porta da mangiare. Lo toglie dalla strada e lo consegna ad un canile che però non è la soluzione migliore. Lui è perito minerario, unico italiano con responsabilità dirigenziali tra 150 dipendenti di un’impresa petrolifera. Dedica al cane ritagli di tempo e due passeggiate al giorno. Strafelice – per inciso oggi sul calendario è San Felice – Rex lo ripaga con abbracci e linguate calorose. Intanto Flavio progetta di portarlo in Italia, per garantirgli un futuro migliore. Il grande salto sta per compiersi, tutto è pronto per l’imbarco: visite, accertamenti, microchip, documenti e il trasportino. Il cane non più di strada sta per affrontare un viaggio in aereo lungo e misterioso che lo porterà a Francoforte, e poi a Venezia entro domani sera. Comprensibile la preoccupazione del ‘padrone’, ansioso che l’impresa si risolva presto e bene. Tutti e due ne hanno affrontate tante in questi ultimi mesi: veterinario, alloggio, anche una momentanea sparizione. Comunque vada, Rex troverà ad accoglierlo un posto meno rigido e potrà contare sull’amicizia incondizionata di Flavio. Una storia così fa bene al cuore. Buon volo a entrambi. Presto: bentornato Flavio, bene arrivato Rex!

7 pensieri riguardo “Flavio e Rex, una bella storia”

  1. Capisco Ada le tue emozioni emotive ed empatiche…L’atto di accoglienza riflette un valore universale di cura e protezione per i più deboli…Gli animali spesso simboleggiano aspetti della condizione umana… Il cane abbandonato può rappresentare la vulnerabilità e il bisogno di amore e appartenenza che tutti proviamo… Il gesto del Signor Flavio di portarsi a casa Rex diventa un simbolo di speranza e redenzione, anche se non andrà in paradiso, oppure anche gli animali hanno un’anima…Capisco la tua grande conessione verso la natura e gli animali e riflettendo sui tui valori magari rinforzi un senso di identificazione… Mi ha toccato in un modo simile il film con Richard Gere intitolato”Hachiko”…Le mie esperienze di vita e i miei valori mi spingono ad avere sentimento verso altri esseri umani, in particolare in questo momento difficoltoso… Non credo d’avere una risposta “giusta” o “sbagliata” come dovremmo sentirci in determinate situazioni… ivano

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    1. Ho visto più volte il film ‘Hachiko’ e mi sento solidale con chi si dedica agli animali…senza tuttavia dimenticare gli umani. Mio padre era appassionato di cani che convivevano con gatti e uccelli. Mia nipote si è laureata in veterinaria e mantiene un cavallo. Io sono gattara al cento per cento: non saprei vedermi senza. Se ci fosse un gattile nelle vicinanze, ci andrei come volontaria. Ma anche scriverci può essere utile. Buon pomeriggio, ciao! 🤗

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