Amaryllis, bellezza e poesia

Un paio di settimane fa, al mercato ho acquistato un piccolo Amaryllis di una decina di centimetri, per godermene la crescita durante le festività. L’ho sistemato in studio, sul bordo della scrivania vicino alla finestra, perché godesse della luce e del calore del radiatore. Come prevedevo, non mi ha deluso. Di giorno in giorno lo stelo è cresciuto, esibendo la punta che mano a mano si ingrossava. Stamattina è sbocciato il primo fiore, ancora un po’ chiuso che tra qualche ora sarà una meraviglia. Il primo di almeno altri cinque, come è successo per un precedente bulbo che mi ha regalato ben sette corolle. Apprezzo di questo fiore la bellezza, ma soprattutto la capacità di trasformarsi da semplice ‘patata’ in un ventaglio di corolle colorate. Insomma, un fiore resiliente che non ha bisogno quasi di nulla. Il mese scorso in consorzio, nel reparto fiori da interrare ho notato un bulbo che aveva emesso un piccolo apice da cui era sgusciato un fiore: mi ha procurato tristezza e meraviglia, un esempio di forza della natura, nonostante l’assenza d’intervento umano. Il termine ‘amaryllis’ si trova nelle Bucoliche di Virgilio. L’autore chiama così una pastorella, per omaggiare la sua bellezza, dato che il nome significa ‘brillare’. Secondo una leggenda di Natale, per annunciare la nascita di Cristo gli angeli usarono le trombe e poi crearono l’Amaryllis a forma di tromba, per lasciare un ricordo glorioso di questo giorno. Da allora, in molti Paesi per tradizione a Natale si fa fiorire un Amaryllis. Originario dell’America centrale e meridionale, i primi a commercializzarlo furono gli Olandesi, importando i bulbi dal Messico e dal Sud America. Attualmente ha un grande successo quello a fiore doppio, prodotto in Giappone. Ignoro da dove provenga il mio, che decora in maniera incantevole il mio studio, trasmettendomi bellezza e poesia.

11 pensieri riguardo “Amaryllis, bellezza e poesia”

  1. Veramente Belli, talmente belli che sembrano creati da una fata, sembra una meravigliosa avventura botanica, sono felice di far parte di questa avventura che ci ofre la natura… Trasformano qualsiasi spazio con i loro colori vivaci e le corolle eleganti. È sorprendente come da un bulbo che sembra poco promettente possano emergere fiori così magnifici…

    Dai semplici germogli,

    colori abbaglianti,

    petali di seta che danzano eleganti…

    Un miracolo di natura,

    dal nulla alla luce,

    portando gioia e bellezza a chiunque guardi… ivano

    "Mi piace"

  2. Cara botanica poetessa o poetica botanica…io invece mi son decisa a dissotterrare i miei ciclamini. Dai vasi li avevo piantati in giardino e, con poche speranze e quindi enorme sopresa, mo sono accorta un mesetto fa che erano spuntati tantissimo bocciolo. Ebbene: i boccioli sono ancora chiusi. Quindi oggi, con decisione, li ho spiantati (si può dire?) e ripiantati dove c’é più luce.

    ogni fiore che spunta sembra un miracolo e mi fa pensare che anche noi siamo un fiore o una pianta: spuntiamo, sbocciamo e fioriamo…anche senza volerlo.

    Baci baci

    Piace a 1 persona

    1. Bellissima la metafora che ci vede come dei fiori o piante! Condivido. Grazie per come mi chiami: mi dai importanza e mi fai sorridere! Ma anche tu sei un personaggio interessante che trasuda poesia! I ciclamini lo hanno percepito…e ti hanno convocata per cambiare posto. Ottimo lavoro, meriti di goderti il seguito. Grazie per l’intervento, un abbraccio ciao! 🪻

      Piace a 1 persona

      1. grazie per il “personaggio interessante”….il trasudare poesia invece mi fa pensare a una giornata di caldo torrido dove l’unica cosa che si sogna è una bella doccia…una doccia che leva via la poesia essudata!!!

        un bacio

        "Mi piace"

Scrivi una risposta a giardino280 Cancella risposta