Cucina povera e gustosa

Giacomo, mio nonno materno vendeva pesce porta a porta, in cassette stipate sulla bicicletta. È mancato alla fine degli anni Cinquanta e ne ho un vago ricordo. Lui e mia madre erano due gocce d’acqua, credo fossero simili anche per il temperamento. Il pesce – pesce povero e fritto – era di casa, con la polenta. Mia madre deve esserne stata contagiata, perché la frittura era piuttosto ricorrente in famiglia, quando ero ragazza. Il pesce è entrato anche nella mia dieta da adulta e continua tuttora per almeno tre giorni alla settimana, però cucinato in altro modo: lesso, al cartoccio, in umido. Ad esempio ieri ho grigliato degli spiedini con seppie e gamberetti ed oggi è la volta della trota che sto portando a cottura in forno, con patate e zucchine. La mia predilezione per il menù di mare, mi porta ad attenzionare l’articolo di Dimitri Canello sul Corriere di oggi: “Trota marmorata: la Provincia investe 1,2 milioni di euro’. La trota marmorata è una specie autoctona simbolo dei corsi d’acqua bellunesi. Entro il 2025 saranno riqualificati i centri ittiogenici (dove si cura fecondazione e nascita dei pesci) della Provincia. “La tutela della trota marmorata ceppo Piave, specie di alto valore naturalistico è fondamentale”: sono parole dell’assessore regionale Cristiano Corazzari. Il ripopolamento dei corsi d’acqua va di pari passo. È prevista anche la realizzazione di un laghetto a scopo didattico a Tomo (Feltre). Mi sembra un ottimo progetto per valorizzare il territorio. Allevare una specie ittica buona ed economica mi sembra un ottimo progetto per valorizzare il territorio e dare una mano alla salute.

10 pensieri riguardo “Cucina povera e gustosa”

  1. Che bello il ricordo del nonno che vendeva pesce di casa in casa. Un ricordo che suscita una dolcezza che nulla sa della fatica che avrà fatto lui per assicurare un’entrata a lui e alla sua famiglia.

    Mentre tu, Ada, condividi le ricette di pesce…che mi fanno gola e voglia di provarle…io sono in attesa che la mia zuppa di cipolle francesi Cévennes completi la cottura. Anche zuppe e minestre sono cibi semplici, ma che riscaldano lo stomaco e il cuore. In questo periodo ne sperimento di ogni tipo: da quella carota,cipolla e zucchino, a quella mitteleuropea al Gulasch, fino a desiderare di provare la russa borsch, per la quale ho acquistato le rape rosse. Ma ancora non ho avuto il coraggio…

    buon appetito a tutti

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    1. Evviva le zuppe che sono protagoniste delle mie cene, in tutte le varianti: dense, con crostini, con un pugno di riso, allungate… versatili e salutari! Grazie per l’omaggio a mio nonno ‘Giacomin del pese’, friulano doc! Un abbraccione!

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  2. Veramente lo trovo un elemento nutrizionale per niente buono: il pesce, faccio molta fatica ad apprezzarlo tanto che lo sotterro di maionese… Credo sia naturale non amare il pesce, visto che anche pochi altri hanno la mia stessa indole… Da ragazzino non sapevo nemmeno che cos’era, a casa mia non l’ho mai visto in tavola, da grandicello lo andavo a raccogliere sui “fontanassi” della palude vicino a casa, di solito d’estate quando il trattore aveva montata la pompa per irrigare i campi, rubavo il trattore quelle poche volte che mio padre al pomeriggio andava a letto e in pochi minuti toglieva l’acqua risorgiva dei “fontanassi” e dentro raccoglievo una “mastea” di piccoli pesciolini che mia madre preparava a mio padre il quale apprezzava molto volentieri… La consistenza del pesce la concepisco sgradevole, l’odore allo stesso modo credo che centra tutto il fattore culturale, a casa mia erano contadini e forse il pesce costava troppo, veramente per quello che mi riguarda ho cominciato a mangiare la carne sotto militare, il che la dice lunga… Comunque sto riuscendo a mangiare il salmone o il merluzzo che hanno un sapore più delicato, credo che il mio corpo mi consigli quello che per lui è ottimo, in gran parte verdure di qualsiasi tipo, frutta, carne macinata e anche pesce in scatola… Faccio una visita privata presso un ospedale tedesco per Artrite Reumatoide, con un risultato straordinario e alla fine il medico mi dice: non mangiare pesce fresco in quanto è inquinato solo congelato o in scatola evitando il tonno Hai Hai Hai… ivano

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    1. Lascia perdere la maionese! Il pesce allevato è controllato, perciò sicuro. Ti dò atto che l’odore non è gradevole, ma le proprietà sono indiscutibili. Certo le abitudini acquisite da piccoli sono dure da scardinare. Prova con le mazzancolle lesse che trovo squisite! Comunque, de gustibus! ☺️

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  3. Il pesce non mi fa impazzire, tranne una buona frittura mista trovata pronta al ristorante. Mi piace cucinare il baccalà e gustarlo con la polenta calda, piatto che non mancherà la sera della vigilia di Natale.

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