Guerra e Poesia

Al bar mi contendo la lettura del quotidiano Corriere della Sera con un paio di clienti. Se è occupato, prendo un settimanale, mi ritiro nella stanza adiacente la sala e lo sfoglio, in attesa che si liberi l’altro. Dopo circa un quarto d’ora, la gentile lettrice che mi ha preceduta nella lettura, mi porge l’oggetto del desiderio, cosa che apprezzo molto anche perché lei è più grande di me, pertanto un riferimento culturale incoraggiante. Mi soffermo sulla pagina che riguarda lo scrittore ucraino Myroslav Herasymovych, 56 anni, morto venerdì scorso mentre combatteva sul Donetsk a pochi giorni dal suo 57esimo compleanno. Ultimo di cento artisti caduti sul fronte, uno dei poeti più noti a livello internazionale. Molto versatile, oltre alla poesia si dedicava alla sceneggiatura e aveva fondato una scuola di arti liberali, punto di riferimento nel panorama culturale del paese. Secondo il Ministro della Cultura, sono oltre 120 le persone morte al fronte tra scrittori, musicisti, attori e cantanti. Molti di loro sono stati tra i volontari della prima ora, un fenomeno diffuso tra i letterati della Prima guerra mondiale, basti pensare a Ungaretti, Saba, Montale. Nelle sue pagine in prosa e nei versi, Myroslav racconta le angosce della guerra al fronte. Il fratello Taras ha scritto su facebook: “Mio fratello ha dato la sua vita per la battaglia contro la Russia nella città di Avdiivka”, la città in Donbas al centro di violenti scontri tra russi e ucraini dall’inizio della guerra. Sono desolata nel constatare che la guerra continui ancora, ed anzi si sia espansa in altre aree. Bombardamenti, vittime e distruzioni sembrano una costante. Gli artisti morti, come Myroslav lasciano ai posteri la testimonianza di quanto la crudeltà umana sia dura a morire.

8 pensieri riguardo “Guerra e Poesia”

  1. La guerra è come l’amore e l’odio: non ha regole e non rispetta leggi tanto meno riconosce tra le sue vittime le persone che hanno contribuito in modo significativo alla cultura e all’arte… Noi uomini ci dedichiamo ai conflitti tra religioni in primo, etnie che riguardano la diversità tra esseri simili o uguali, tra ideologie basta guardare i poveri ebrei, che poi anche loro tanto “poveri, inteso come uguali non sono” e poi le dispute territoriali come se fossimo noi i padroni della terra che calpestiamo e che ci ospita e ancora l’economia vogliamo essere quelli più capaci di sovrastare economicamente gli altri e se non ci riusciamo ci inventiamo sempre armi nuove e più potenti per dire chi siamo e ancora non capiamo che non vivremmo sempre ma sicuramente moriremo… La guerra è una costante della storia umana, adirittura nella favola della bibbi che ho appena finita di leggere la guerra è una costante, senza dimenticarci che nel mezzo ci sono i terroristi e i guerriglieri che voglio combattere e uccidere per chi li paga di più, mamma mia questa cosa mi spaventa ancora di più, come funziona il nostro cervello è incomprensibile con il mio ad arrivarci… Nonostante le convenzioni la guerra è una delle manifestazioni più devastanti dei conflitti umani, con profonde implicazioni per la società e il mondo… ivano

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    1. Sarebbe così semplice prendere atto di ciò che dici per deporre le armi…invece la guerra è una costante, ahinoi! Eppure ci sarebbero tante altre attività cui dedicarci, onorando la nostra intelligenza. Noi cerchiamo di farlo…

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  2. La guerra con le sue drammatiche conseguenze è usata dall’uomo per risolvere i conflitti in maniera violenta al posto della diplomazia e cercare la via della pace senza usare le armi.

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