Mondo che vai, usanza che trovi

Ieri, poco prima delle 14 ricevo un vocale da Manuel: parlando sottovoce – per non disturbare la cugina che dorme – mi raccomanda di riguardarmi, perché ha sentito che ‘fa freschetto’. Poi aggiunge: “spengo la abatjour e vado a dormire”. Dato che in Australia ci sono quasi dieci ore in più, significa che mi saluta verso mezzanotte. Quindi legge il post di mattina, mentre fa colazione! Sono lusingata e gli dedico questo di giovedì. Grazie a lui ripasso l’immensa nazione: quando insegnavo Geografia restava sempre in coda, così la conoscenza risultava ‘a macchia di leopardo’. Prima di volare a Sidney – dove lo attendono altri parenti – Manuel mi farà una sintesi del suo soggiorno ad Adelaide. Estrapolando da un lungo vocale, ecco cosa dice: molte sono le aree verdi, le strade ordinate sembrano tirate col righello. Date le distanze, spostarsi in pullman costa parecchio, meglio la bicicletta però col casco, se no scatta la multa. La città non ha un vero centro storico, avendo solo 200 anni. Palazzi nuovi anche in zona mare dove le spiagge sono corte e la sabbia finissima di colore bianco panna. Finora ha visitato una Galleria d’Arte, un Museo “stile armadio della nonna” perché sapeva di naftalina, la Biblioteca con una gentile guida anziana che parlava piano in inglese, per consentirgli di comprendere. Uno dei motivi del soggiorno australiano è appunto perfezionare l’inglese. Volete sapere cosa e come si mangia? Al Mercato generale si trova di tutto, in primis frutta, verdura e pesce. Il menu prevede la pasta, ma tendono a cuocerla troppo, mentre noi la preferiamo al dente. L’orario della cena è alle 18.30, anticipato rispetto al nostro. Mondo che vai, usanza che trovi, in inglese You can tell a country by its traditions (copiato, io sono latinista). Grazie, Manuel che mi fai viaggiare con la mente!

8 pensieri riguardo “Mondo che vai, usanza che trovi”

  1. Assolutamente! Ogni città e regione ha le sue tradizioni uniche, spesso molto diverse tra loro, anche solo uscendo dalla nostra bellissima Treviso e andare a Bologna o Firenze o Palermo… È affascinante vedere come usanze e culture possano variare così tanto anche a breve distanza… Quest’estate sono venute a trovarmi dei parenti dall’Australia tra cui una ragazza 19 enne con la mamma Australiana che non avevano mai visto l’Europa, la cosa che le ha emozionate e sorprese qui nella nostra Treviso sono le costruzioni antiche e architettoniche che hanno viste: come le mura del 1500 oppure la Piazza dei Signori con i suoi antichi palazzi più i portici di Calmaggiore, il Duomo Romanico e la Chiesa Gotica di San Nicolò… Sono rimaste sorprese del nostro modo di vivere come io sono rimasto sorpreso delle loro abitudini sia in casa che per gli alimenti… Ho vissuta gran parte della mia vita lontano dal mio Treviso e devo dire che mi ha fatto molto cambiare sia caratterialmente che idealmente, tanto che vedo a volte nella tua scrittura la differenza tra di noi, adottare o confrontarsi con abitudini diverse può portare a numerosi vantaggi, ma anche qualche sfida… Confrontarsi con abitudini diverse può arricchirci enormemente, ma richiede anche apertura mentale e una buona dose di flessibilità. ivano

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    1. Stavolta il tuo commento non fa una grinza! Non ho ben chiaro cosa vedi di diverso nella mia scrittura… comunque è d’obbligo la flessibilità nell’incontro/scontro. Buon tutto, ciao! 💪

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  2. Sarei contenta anch’ io di viaggiare, di conoscere posti nuovi ,ma in primis vorrei visitare il mio amato paese natio.Non mi stuferò🥰🥰🥰 mai di ripeterlo.El mi primero amor y el mi amado pais: El Venezuela

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    1. Certo che il tuo è un idillio, dato che eri assai piccola quando lasciasti il Venezuela…senza rompere il cordone ombelicale. Però sei riuscita a costruire un solido ponte tra qua e là, perfino perfezionando la lingua! Super! 👌

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