Gentilezza protagonista

Oggi 13 novembre Giornata Mondiale della Gentilezza che si rifà alla Dichiarazione della Gentilezza, firmata a Tokyo il 13 novembre 1997 con lo scopo di guardare oltre i confini dei diversi paesi, oltre le culture, etnie e religioni. Restando a casa nostra, stamattina il nobile sentimento è ricordato durante il telegiornale che ospita Daniel Lumera, esperto di benessere e meditazione.Tra i personaggi pubblici è menzionato il tennista Jannik Sinner: per età, sorriso e bei modi – anche per i capelli ricci, però in versione castana – mi ricorda Manuel, ora in Australia. Mi colpisce il distinguo tra gentilezza vera e gentilezza costruita, da cui rifuggo. Esopo diceva: “Nessun atto di gentilezza, per quanto piccolo, è mai sprecato” e Mark Twain gli fa eco: “La gentilezza è il linguaggio che il sordo può sentire e il cieco può vedere”, mentre madre Teresa di Calcutta raccomandava: “Lascia che ci sia gentilezza sul tuo volto, nei tuoi occhi, nel tuo sorriso, nel calore del saluto”. Beh, gli esempi, sia di ieri che di oggi non mancano. Cambierebbe il mondo se noi tutti fossimo gentili accompagna l’immagine di un messaggio mattutino. Tuttavia nella pratica, l’esercizio della vera gentilezza latita, segno che è una qualità non innata, salvo per i predisposti. Senza dubbio migliora la vita di chi la esercita e di chi la riceve. Gradita ovunque, la ritengo indispensabile in ambito ospedaliero, dove ho conosciuto due dottori abili e gentili: l’ortopedico Guido Mazzocato e il chirurgo Giovanni Grano, cui rinnovo gratitudine e simpatia. La intendo come un filo sottile ma robusto che tiene legate le persone. Il che mi riporta al titolo del mio ultimo romanzo Ricami e Legami dove agiscono donne legate tra loro dagli eventi e dai sentimenti, gentilezza compresa. Gelsomino Giallo e Rosa Tea, simboli di gentilezza per tutti.

16 pensieri riguardo “Gentilezza protagonista”

  1. La gentilezza è straordinaria per costruire relazioni autentiche: La vera gentilezza è alla base di relazioni solide e durature.
    La gentilezza è un valore importante, ma è fondamentale saperla riconoscere nelle sue diverse sfaccettature…. Molto probabilmente io non sono bravo a riconoscerla, in quanto nella mia vita di persone gentili ho conosciuto solo chi mi ha creato. Per tutto il resto. Non ho mai trovato qualcuno che abbia pensato per me, la realtà magari fosse come la vedi, bisogna assolutamente stare attenti che non ti arrivi un masso in testa come è arrivato a me più di una volta… ivano

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  2. scusami non voglio farti uscire dall’idea della grande gentilezza che hanno usato i medici per farti l’intervento, ma voglio ricordarti che un chirurgo per ogni intervento prende una gentilezza che parte dai 4.000 ai €7000. Pertanto la loro gentilezza è molto ma molto legata all’esaltazione del loro conto in banca !!! Perdonami ma la realtà è questa ???

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      1. non metto in dubbio. Lucia che esistano, come ti ho detto io non le riconosco in quanto non ne ho mai trovate… Ho lavorato molti anni in ospedale ed ero sotto una cooperativa che aveva e possedeva e gestiva tutti i servizi gestita dai medici chirurgici, e non solo nel Veneto, capaci di sfruttare al massimo i dipendenti. Se vuoi ti do le prove !!!

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    1. No, sei troppo crudo! A parte che mi pare adeguato il compenso (dietro almeno 10 anni di università), sono grande abbastanza da riconoscere chi recita. Comunque pagherei volentieri un extra…a chi recita bene! Ciso

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  3. La gentilezza costa poco ma vale molto. Un sorriso è un gesto gentile possono fare la differenza.

    Non condivido il pensiero di Ivano sulla gentilezza dei medici. Ho lavorato 20 anni in ospedale , sono stata tante volte in sala operatoria e ho visto i chirurghi durante vari interventi.

    Ritengo giusto il compenso vista la responsabilità del loro lavoro mentre Ritengo eccessivo i milioni di euro a un calciatore per rincorrere un pallone.

    Confermo la gentilezza del dr. Mazzoccato e aggiungo il dr Zalunardo, da poco primario del reparto di Angiologia.

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    1. Mi fa molto piacere essere in buona compagnia nel riconoscere che ci sono bravi operatori nella sanità che non escludono i burberi. Magari noi siamo state fortunate, ma è corretto riconoscere, accanto al merito la disponibilità umana…impagabile! 😃

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  4. Una guida alpina un giorno ha detto “una persona che fa bene il suo lavoro non é mai pagata abbastanza”.

    Detto questo, vorrei contribuire dicendo che é sì bella la gentilezza, ma sul lavoro prediligo chi sa diagnosticare un problema e trovarne la soluzione. Quindi ben vengano i burberi e i brontoloni che fanno bene il loro compito.

    Se sto male, più che una persona educata e gentile, cerco chi mi può salvare.

    saluti

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  5. Voglio rispondere a Rosi dicendo che purtroppo ci sono medici burberi ebrontoloni che non sono in grado di fare il loro lavoro. Ricordo un medico del mio reparto maleducato, cattivo in modo particolare con le persone anziane, le trattava malissimo, se non rispondevano alle sue domande perché impaurite urlava come un pazzo e io mi sentivo morire dalla vergogna.

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Scrivi una risposta a Ada Cusin Cancella risposta