Sindaca denigrata

Da non credere: sindaca di Latina insultata sui social per il suo aspetto fisico. Le offese pubbliche: “Labbra a canotto”, “Il lifting non ha funzionato”. Lo sento durante il telegiornale delle otto e resto basita. Matilde Celentano, 65 anni, laureata in medicina, attualmente dirigente medico della ASL di Latina e sindaco di Latina dal 17 maggio 2023 ha deciso di “mettere fine al chiacchiericcio e agli haters che scrivono che mi sono fatta il botulino, era cortisone. Ho avuto un tumore, ora sono guarita, e da oggi farò testimonianza come medico, come sindaco, per la cura, per la prevenzione”. Grande donna, meschini i “leoni da tastiera” sulla cui dimensione civica sorvolo. Tanto livore forse alimentato anche da pubblico femminile non viene riservato ai politici maschi non apollinei. Vero che la nostra è la società dell’immagine e che spopola la superficialità. Molto preoccupante immaginare chi si celi dietro critiche effimere. Non so che età possano avere i “leoni da tastiera” che sarebbe più idoneo ridimensionare a pecore – con tutto il rispetto per gli ovini – dato che si trincerano dietro uno schermo per le loro critiche distruttive. Trovo che la signora in questione sia pure di bell’aspetto, ma non credo che questo sia stato l’elemento fondamentale per la sua elezione comunale avvenuta con il 70 per cento dei voti e che l’ha elevata a prima donna sindaco di Latina. Nata a Carbonia, in Sardegna il 14 ottobre 1959 da padre campano e madre abruzzese, si trasferisce all’età di 11 anni con la famiglia nella provincia di Latina. Immagino che il suo percorso sia costellato di inciampi, ma anche soddisfazioni. Tutta la mia solidarietà al suo operato e al suo coraggio. Che sia di origini sarde, per me è un valore aggiunto: mi fa pensare all’amata Grazia Deledda, scrittrice sarda unica donna italiana a vincere il Nobel per la Letteratura nel 1926, avendo ripetuto la quinta elementare. Quando il talento sovrasta ogni piccolezza.

6 pensieri riguardo “Sindaca denigrata”

  1. Ha detto bene, la nostra è la società dell’immagine… Inutile tentare di far capire a certe teste vuote dietro la tastiera come gira il mondo. La loro è solo invidia per chi ha la voglia e il coraggio di fare, cosa di cui di solito loro mancano.

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  2. Si tratta di individui anaffettivi, irresponsabili, privi di sensi di colpa ed empatia accurata, incapaci di rimorso che passano di vittima in vittima per prosciugarne l’energia e destabilizzarne l’emotività, mi auguro che la Signora in questione non ne senta le conseguenze… Il loro obiettivo primario, di cui sono solo parzialmente consapevoli, consiste nell’uccidere la vitalitàdell’altro a fuoco lento, cercando prima di fargli perdere la ragione... Sono dei poveri in tutti i sensi e tantomeno coraggiosi visto che tirano il sasso nascondendo la mano… ivano

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