Due facce della medaglia

Vedo distrattamente la trasmissione ‘Fuori dal Coro’ che alterno con ‘Chi l’ha visto’ finché il conduttore Mario Giordano non si collega con un ospite, e che ospite: un ex carabiniere di ben 106 anni, cui viene chiesto cosa pensa dell’Italia attuale. La risposta è illuminante: “Meglio che non lo dica”. Il signore si chiama Renato Quaglia. Nato a Cerrina Monferrato (Alessandria) il 25 aprile 1918, è il carabiniere più anziano d’Italia. Porta splendidamente i suoi molti anni, parla con disinvoltura e anche diplomazia, dato che non vuole infierire sulla situazione di degrado attuale dei costumi. Arruolatosi nell’Arma l’8 settembre 1937, immagino quante ne abbia viste nel corso della sua lunga vita e della sua onorata professione. Mi dispiace che il giudizio che dà non lasci spazio all’ottimismo. In altre parole, è un testimone molto attendibile che andrebbe ascoltato. ‘La nostra storia nel futuro dell’Italia’ è lo slogan a commento del bel video di Piste Italiane che vedo da qualche giorno: una carrellata di immagini in bianco e nero che acquistano colore mano a mano che la storia tocca vicende più vicine. Praticamente è uno spaccato del progresso compiuto dall’Italia nell’ultimo secolo che fa da contrappeso alle vicende tragiche e amare che non ci rendono orgogliosi. Anche il maresciallo Quaglia lo avrà visto e suppongo che non potrà negare gli sviluppi positivi verificatisi nel nostro Paese grazie alla operosità di tante persone abili e tenaci. Purtroppo c’è anche l’altra faccia della medaglia su cui c’è da lavorare parecchio. Testimoni di lunga percorrenza sono preziosi per innescare una svolta verso tempi migliori.

6 pensieri riguardo “Due facce della medaglia”

  1. Anche le Poste Italiane non sono più le poste di una volta ( parlo dei postini ) che ormai non recapitano più la posta e quando lo fanno ,sbagliano indirizzo.Vuoi mettere il rapporto umano che si aveva con il postino una volta? Cari i miei postini!!!!🤩🤩🤩

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  2. sì, i grandi vecchi possono fare confronti realistici tra le epoche. Ma ogni confronto è fuorviante. Perché all’epoca in cui si vive manca la conoscenza del futuro e quindi ha in sé una portata di fragilità. Si stava meglio nel 2018 o nel 1918. Indubbiamente nel 2018 (economicamente, culturalmente, scientificamente…).

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  3. Mi viene difficile mettere a confronto se si viveva meglio quando sono nato, tra il 1950 e il 1960 oppure adesso nel 2024 ???… Adesso da quello che ho sentito molte famiglie fanno fatica ad arrivare alla fine del mese, di conseguenza ecomomicamente non siamo messi bene, però per quello che ricordo da bambino avevo le “gaeose” le scarpe in legno che faceva mio nonno e molte volte si mangiava mezzo uovo, nonostante che eravamo 40 milioni di persone mentre adesso siamo 59 milioni: i miei zii sono espatriati in amrica e in australia…Più tardi l’Italia visse un periodo di forte crescita economica e miglioramento del tenore di vita, noto come il “Miracolo Economico, avevamo la lira, ma all’inizio degli anni 73 e continuando anni 80 alla domenica si girava in bici perchè non c’era benzina, dovevamo importare tutto, mi ricordo che ho inziato a lavorare per conto mio e quando chiedevo un prestito bancario sono arrivato a pagare il 20% di interessi… Anche adesso l’inflazione ci sta mettendo a dura prova
    , ma i supermercati sono stracolmi di alimenti, mentre allora l’olio venica consegnato riempendo una bottiglia di vetro che portavo da casa; una bella differenza… Tutto questo porta a tensioni sociali, da quello che vedo molto meno degli anni del passato, sembra addirittura che ai giovani proprio non interessi, mentre allora anch’io sono andato a protestare: In sintesi, mentre nel passato era un periodo di ricostruzione e crescita, oggi l’Italia affronta sfide economiche che non sono solo Europee ma Mondiali e sociali più complesse e persistenti ed è difficile avere una visione del futuro, come d’altronde non lo si aveva nel passato… Il fatto è che non dobbiamo sperare ma partecipare… ivano

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    1. Dici bene, la chiave di lettura sta nella partecipazione… ahimè sempre a rilento e a macchia di leopardo. Non ricordo un passato luminoso ma anche il futuro non è attraente. Contiamo sul presente…e incrociamo le dita! 🍀

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