5 Ottobre ’24, Giornata Mondiale degli Insegnanti. Mi viene spontaneo scrivere una lettera aperta ai miei colleghi in servizio: Massimiliano, Antonio, Andrea, Adriana, Paola, Valentina, Rossella, Veronica, Lisa, Roberta, Eddy… sperando che il mio dire trovi accoglienza in chi legge. Carissimi, scrivo da insegnante in pensione, anzi felicemente in pensione da nove anni, perciò chiedo venia se non sarò aggiornata nelle mie osservazioni. Negli ultimi anni parecchie cose si sono complicate in molti ambiti; anche nella scuola le ricadute sono state talora infelici. Mi rammarica la segnalazione dello scadimento relazionale tra insegnanti e utenti della scuola, studenti e genitori in primis, e l’aumento esponenziale della burocrazia, fatte salve le eccezioni. La pandemia ha favorito le riunioni da remoto, e questo credo sia un sollievo in termini di tempo e di stress. La tecnologia con una mano dà e con l’altra toglie, ma pare che l’orientamento sia di impedire agli studenti l’uso del cellulare in aula. Mi auguro che possiate lavorare con buone classi, dove il buono non si riferisce al livello delle prestazioni ma alla disponibilità di apprendere dei ragazzi. È ormai arcinoto che ci sono diversi tipi di intelligenza e l’abilità del docente è di valorizzarle tutte, a costo di trasformarsi in funambolo. Se fossi in servizio, suppongo che avrei difficoltà a districarmi tra i molteplici stimoli e le varie sensibilità richieste oggi al docente che a fine mattinata si trova a constatare di aver svolto una minima parte del programma, subissato da richieste esterne che piacciono ai ragazzi, ma tolgono a lui la soddisfazione di aver completato la lezione. Personalmente ritengo di essere stata fortunata, perché non ho affrontato difficoltà stratosferiche e mi capita di raccogliere ora i frutti di quanto seminato. Perciò, coraggio e avanti, ricordando le parole di Malala: “Un bambino, un insegnante, un libro e una penna possono cambiare il mondo”.

Cara Ada,
Noto con un pizzico di stupore che sei sempre aggiornata e “sul pezzo”.
Non sapevo infatti che fosse la giornata dell’insegnante.
Continuo a svolgere con piacere il mio lavoro e mi trovo a pensare sempre più spesso che la parte migliore continuano ad essere gli studenti.
La scuola in balia delle mode ci sbatte qua e là. La tecnologia, che dovrebbe essere uno strumento per facilitare la vita, si trasforma in una vessazione continua. Certo, molto o tutto dipende dai cervelli che stanno dietro ai monitor.
Insegnare, come scrivi tu, é un mestiere apparentemente “ingrato”: non si vedono subito i frutti. Forse mai.
Come diceva una vecchia professoressa: il maestro deve dare 100 per avere indietro 10.
Sia come sia, mando un abbraccio alla professoressa poeta!
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Che cara, sei sempre generosa nei miei confronti! Ti leggo molto volentieri e ti penso altrettanto. Se e quando puoi, insieme con Lucia ti vedremmo volentieri. Buon tutto! 🧡
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Anch’ io assieme ad Ada,auguro a tutto il corpo insegnante un anno scolastico proficuo ,nonostante tutto.
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Auguri che saranno graditi, grazie! 😀
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5 ottobre giornata mondiale dedicata all’insegnante, figura fondamentale, che spesso in condizioni difficili da gestire, impiega le giornate per la crescita e la formazione di uomini e donne del futuro.
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Crescere e soprattutto formare uomini e donne del futuro è compito arduo ed esaltante insieme. Hai reso bene l’idea, grazie! Ciao 😀
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mi piace l’idea di insegnante funambolo
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Sì, anche a me: rende bene…le acrobazie che deve fare l’insegnante! Grazie, ciao! 😁
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