Maria Montessori e il film

Come di consueto, il sabato mattina sono da Lara, la mia parrucchiera di fiducia. Sotto il casco, sul settimanale Oggi leggo l’articolo di Dea Verna: ‘La “Mia” Montessori nascondeva un figlio segreto’ che anticipa l’uscita del film sulla famosa pedagogista, in sala dal 26 settembre Maria Montessori – la nouvelle femme. L’attrice Jasmine Trinca interpreta l’educatrice, immortalata sulla banconota da 1000 lire. Nata a Chiaravalle il 31 agosto 1870, Maria (Tecla Artemisia) Montessori è la terza donna italiana a laurearsi in Medicina. Attratta dall’infanzia rinnova l’insegnamento, riconoscendo al bambino una ‘mente assorbente’. Contraria all’uso dei banchi, intenzionata a risolvere il problema dell’analfabetismo, nel 1907 fonda le ‘Case dei bambini’ che vengono chiuse nel 1934 da Mussolini per contrasti con il regime fascista. Pertanto nel 1936 la scienziata lascia l’Italia, cambia molte residenze e ripara alla fin in Olanda dove muore il 6 maggio 1952. Dalla relazione con il collega Giuseppe Montesano, psicologo e neuropsichiatra, a 28 anni ha un figlio, Mario che tiene nascosto, fa crescere a una famiglia in una fattoria e successivamente in collegio, scelta fatta per evitare pettegolezzi che avrebbero interferito con la sua carriera. Comunque non lo abbandona e gli fa visita una volta alla settimana. A14 anni Mario va a vivere con la madre, diventata famosa, pensando di essere suo nipote. Certo stride la dedizione pressoché totale della scienziata al mondo dell’infanzia con la scelta di tenere nascosto il figlio e di affidarlo ad altri. Ma erano altri tempi, oggi non si scandalizzerebbe più nessuno. Grazie al suo metodo pedagogico, da detentore del sapere l’insegnante diventa osservatore e guida, una ‘strategia’ a mio dire ancora vincente. P

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