Genitori di oggi

Dopo cena, chiusi gli scuri mi ritiro in studio con la radio in sottofondo. I gatti sono fuori a godersi il fresco, finalmente arrivato. Non è arrivata una telefonata attesa, il che mi rattrista un po’. Ho nostalgia di quando mia madre mi telefonava puntualmente alle venti di sera: un saluto, un aggiornamento, talvolta perfino un bisticcio. L’ultima volta è successo ormai 17 anni fa. Per distrarmi scorro sul tablet la successione di volti-notizie-mostre, valutando se ci sia qualcosa su cui soffermarmi, per elaborare il prossimo post ed eccola qua: “Quelli di oggi sono i peggiori genitori della storia”, parole di Crepet, noto psichiatra e sociologo intervenuto sul rapporto tra genitori degli studenti e la scuola apertosi con l’inizio del nuovo anno scolastico. Un pugno nello stomaco, spero che il luminare si sbagli o almeno abbia esagerato. Di bell’aspetto, l’ho visto e sentito diverse volte in tivu e non sono sicura che mi piaccia. Certo che non si risparmia quando sentenzia che i genitori: “…hanno insegnato ai propri figli che bisogna aspettare l’eredità” e poi giù peste e corna sul registro elettronico. Io sono un’insegnante di Lettere in pensione e sono madre di un figlio aduto, perciò mi sento tirata in causa. Lo specialista fa un’affermazione in controtendenza: “Con i figli, oggi, si parla troppo: i due mondi devono restare agli antipodi”. Sono confusa, non era l’incontrario? Pare che abbia una figlia, Maddalena, 30enne. Sarei curiosa di sapere da lei che genitore è/è stato suo padre. Comunque approfitto per dire la mia, ricordando che educare, insieme a curare e a governare sono ritenute le tre occupazioni più difficili. Parola di Sigmund Freud. Lieta di essere in pensione e in parte sollevata dalle problematiche scolastiche, come genitore mi sento continuamente in evoluzione. Ma capita talvolta che volentieri smetterei i panni.

11 pensieri riguardo “Genitori di oggi”

  1. A volte sono d’ accordo con il dottor Crepet,però noi genitori sappiamo bene quanto è difficile educare i nostri figli . Sono ben lieta che i miei siano adulti educati e rispettosi.

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  2. La genitorialità ha subito notevoli cambiamenti nel corso degli anni, riflettendo le trasformazioni sociali, culturali e tecnologiche. Non so chi sia questo signore ” Crepet” però la realtà l’ho vissuta nel mio passato e la sto vedendo nel presente sia per i miei nipoti che per i bambini; nel passato i genitori erano visti dai figli molto ben definiti, il padre era quello che portava a casa “i schei” e la madre addetta alla casa dove il padre era un pò temuto mentre la mamma era più tenera, ma la disciplina e l’obbedienza veniva sempre per prima… Il rapporto era più faccia a faccia, anche con i nonni, in quanto non c’era internet e i ragazzi giocavano all’aperto con gli amici, adesso vedo i bambini di 9 e 11 anni non hanno tempo per giocare e quando lo fanno usano il tablet, un mondo completamente diverso, non capisco il confronto di questo Crepet credo che sia un pò oltrepassato … Oggi i genitori agiscono alla pari condividendo in tutto il rapporto con i figli, per l’educazione, sono molto più permissivi ed indulgenti e i dialoghi sono molto aperti anche con i bambini, tanto che a volte vedo che si scambiano i ruoli tra bambini e genitori… I nonni non ci sono, le case sono piccolissime senza spazi e li vedo giocano nella loro cameretta in più sia i maschi che le femmine sono interessati ai stessi giochi che non mi piacciono per niente, vince sempre chi uccide l’altro… La tecnologia è imperiale sia per i genitori che per i figli e fa parte del progresso, difficile fermarla; consuma più energia l’intelligenza artificiale in Irlanda che tutta la nazione tanto che stano facendo un impianto fotovoltaico in Marocco per portarlo al nord… Questi cambiamenti riflettono l’evoluzione della società e delle sue esigenze, non saprei dare un giudizio, certo che li vedo i figli molto più capaci ma sicuramente meno maturi… ivano

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    1. È partito il testo…prima di scrivere qualcosa: ci provo. Pacifico che il mondo è cambiato, spesso capovolto. Senza generalizzare, credo che gli adulti abbiano difficoltà ad imporsi con la dovuta autorevolezza, senza ricorrere al bastone di una volta. La tecnologia spesso prende il loro posto e non va bene. I bambini sono più stimolati ma anche più soli, disabituati al dialogo e perfino al gioco, pieni di impegni, senza possibilità di ‘oziare’ nel senso positivo del termine. Sono lieta di non essere più in cattedra ma come genitore non mi restano molti dubbi da sciogliere. L’inverno demografico temuto dal Papa non mi spaventa. Grazie per l’intervento, buon pomeriggio! 😄

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  3. Ho atteso a scrivere qualcosa, perché troppo complesso l’argomento.

    Come ha detto anche Ivano molto spesso c’è confusione nei ruoli:la madre in concorrenza(quasi) con la figlia perché non accetta la fine della giovinezza,il padre che gigioneggia con le ragazzine coetanee del figlio.Crepet,che,a volte non mi piace,rileva che questa “confusione” non va bene,non fa bene al mondo.Tocca dargli ragione su questo,almeno da parte mia.

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    1. Quindi, cara Adriana siamo sulla stessa linea: distanza dallo psichiatra Crepet e anche dagli atteggiamenti ‘ondivaghi’ dei genitori…che per fortuna non sono tutti immaturi, per conoscenza diretta! Grazie, ciao! 😀

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