Sul diritto di cittadinanza

Mi attrae ciò che riguarda la scuola, per una sorta di deformazione professionale, avendo fatto l’insegnante per oltre trent’anni. Me ne rendo conto quando vado a fare la spesa e l’occhio mi cade sulla cancelleria che adesso, in prossimità della ripresa delle lezioni – per il Veneto l’11 di settembre – è proposta all’ingresso del supermercato. Quadernoni, pennarelli, temperamatite, cartelline colorate… sono ancora pane per i miei denti, almeno a livello psicologico e continuo a portarmi a casa qualcosa. Succede altrettanto se leggo un articolo che c’entra con la scuola, come quello riportato a pagina 6 del quotidiano la Repubblica, che si occupa dello Ius scholae. Ho masticato il Latino al Liceo classico e traduco le due parole in ‘diritto di studio’ ovverosia scuola giusta, ma vorrei saperne di più. Leggo con attenzione gli articoli di Concetto Vecchio e Giulia D’Aleo sull’argomento, con poca soddisfazione. Mi sembra più comprensibile l’intervista di Enrico Ferro al governatore del Veneto Luca Zaia che dichiara: ‘Raggiunti 10 anni di vita in Italia e la maggiore età, e pretesa la conoscenza della lingua italiana, bisogna velocizzare le procedure per ottenere la cittadinanza” La cittadinanza allo straniero integrato è oggetto delle discussioni al Meeting di Rimini. La riforma della legge del ’92 potrebbe portare “In cinque anni mezzo milione di nuovi italiani tra i banchi”, una misura di contrasto all’inverno demografico. Non credo sia una passeggiata dimostrare di essere davvero italiani, spesso non lo è neanche per un italiano doc. Non è questione di pelle e/o di provenienza. La diversità è ricchezza, se poggia su valori condivisi e praticati. Il resto è fumo negli occhi.

6 pensieri riguardo “Sul diritto di cittadinanza”

  1. dici bene, deve essere assolutamente in base al rispetto e la conoscenza dei diritti e dei doveri del paese che ti ospita, devono imparare a condividerli e addirittura a viverli… Io ho l’esperienza del condominio dove abito e sinceramente per i bambini è molto facile perché ho visto i bambini già da piccoli andare a scuola si adeguano quasi subito e anche diciamo che sono rispettosi, ma per i grandi è assolutamente impossibile. Non vogliono prima di tutto accettare le nostre leggi le nostre modo di vivere e rispettare gli altri, per loro non esiste, loro vivono in luoghi diversi anche tra le varie Nazioni, ma soprattutto quelli che arrivano dal sud. Ognuno pensa a se stesso e appena possono cercano di fregarti… La realtà è che il mondo si sta ampliando e tutti quelli che abitano al sud sono costretti a trasferirsi a nord, ma presumo che se andiamo avanti così anche noi dovremmo andare ancora più a nord. Di conseguenza facciamoci un’idea di verità, tra poco qui in Italia saremo un paese internazionale…

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    1. Stiamo a vedere che succede…se ci sarà concesso! Credo che avrei difficoltà ad adattarmi al Nord Europa… sento il richiamo piuttosto della Grecia – tipo Anni Cinquanta qua – ma spero mi sia consentito occupare il piccolo spazio al sole che mi sono guadagnata dove mi sento una ‘domina’. Ciao, anche oggi caldi saluti! 😃

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