Giornata Mondiale della Fotografia

Il 19 agosto 1839 è riconosciuto come il giorno in cui è nata la fotografia. Infatti in questo giorno la nuova invenzione fu presentata ufficialmente a Parigi, presso l’accademia delle Scienze e quella delle Arti Visive. La prima fotografia risale però al 1826 ad opera di Joseph Niépce, anche se il padre è considerato Daguerre. Tra le varie definizioni che se ne danno, mi piace quella che ritiene la fotografia uno strumento per esprimere il proprio mondo interiore. Infatti, secondo me una buona fotografia racconta un contenuto e dà un’emozione, anche se non è tecnicamente perfetta, come quelle attaccate sui pensili della mia cucina. Ho ereditato macchine fotografiche e attitudine da mio padre che amava il bianco e nero. Io mi sono applicata da adulta dopo la sua scomparsa, con l’intento di fermare l’attimo attorno al quale poi scrivere. Le mie foto – che io definisco ‘emozionali’ – agevolano la descrizione e talvolta favoriscono la poesia. Con queste premesse ho allestito due mostre di fotografia corredate di poesie nel Municipio di Castelcucco dove abito, intitolate rispettivamente Natura d’Oro nel 2015 e Fiori Colori Pensieri nel 2018. I miei soggetti preferiti sono i fiori che in questo periodo purtroppo latitano, salvo andare in montagna. Sono affezionata a una foto fatta da casa verso la chiesa parrocchiale, attraverso la mediazione…di un girasole: nessun effetto speciale, un colpo di fortuna aver fermato l’istante in cui l’occhio ha colto lo spettacolo, una mattina di luglio di qualche anno fa. L’immagine ha poi fatto da apertura al calendario distribuito ai concittadini dall’amministrazione comunale. Un onore per me che talvolta posto qualche scatto su Instagram. Senza pretese, perché sono una fotografa dilettante.

11 pensieri riguardo “Giornata Mondiale della Fotografia”

  1. Mi ricordo benissimo da bambino quando mia madre mi vesti da festa per andare a Castelfranco Veneto fare la foto da inviare ai nostri parenti. In pratica gli zii che erano in Canadà e in Australia… ancora mi ricordo, il momento che ho vissuto da bambino era la prima volta che andavo oltre i confini del mio paese, siamo entrati dal fotografo. Ci ha messo in posizione e ci ha fatto la foto con una macchina fotografica che era grande come un televisore… non so quante copie siano state fatte, e sono andati a prenderle una settimana dopo, ma so che mia madre in particolare ci teneva molto in quanto in Australia è in Canada c’erano tutti i suoi fratelli… che emozione? Quella foto che purtroppo molto amaramente non sono più riuscito a trovarla… attualmente con questo smartphone riesco a fare foto e addirittura registrazioni straordinarie, sono ben felice di vivere questo momento di storia, anche per questo motivo. Il bello è che le foto te le porti dietro in continuazione e quando ne senti la necessità basta aprire lo smartphone, andare sulle foto e riesco a trovare anche quelle di qualche anno fa… Viva le immagini che fanno parte di noi stessi…

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    1. Dici bene: viva le immagini che fanno parte di noi stessi! Però che emozione anche quelle grandi in bianco e nero! Io ho una specie di quadro con la zia di cui porto il nome, morta di tifo a 19 anni di tifo, quasi in contemporanea con la sorella 17enne…mai conosciute, eppure le sento mie ospiti, a cui parlo…grande invenzione la fotografia, usata anche in ambiti professionali per documentare. Comodo lo smartphone, che fa storcere il naso al vero fotografo. Insomma, c’è posto per tutti! Ciao! 🌻

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  2. Io mi diletto, da dilettante, a fotografare le case vecchie, diroccate, le più diroccate possibili. Mia figlia mi ha aiutato ad inserirle su Instagram: Case dimenticate. Sta di fatto che più fatiscenti sono e più “mi piace” prendono.

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    1. Tu cerchi l’essenza delle cose, hai l’occhio lungo! Darò un’occhiata su Instagram…sotto che nome sei? Io sono attratta dalle persone a margine, trascurate…meno vistose sono, più le trovo interessanti, come tu le case dimenticate! Buon pomeriggio rinfrescato assai! 🤝

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      1. Accedo alla pagina Instagram in modo automatico, grazie ai miei figli. Devo chiedere come entrare in modo ufficiale e poi ti scrivo.

        Ciao.

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  3. Ricordo la mostra allestita da te e come la foto fosse abbinata a un tuo testo poetico. Ero rimasta colpita dalla connessione, se vuoi dire emotiva, tra le due opere d’arte, quella poetica e quella visiva. Entrambe possono toccare il cuore, il sentimento, suscitare nostalgia, desideri e lasciare un senso di serenità.

    un abbraccio

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  4. A me piace fotografare la natura ,specie l’ ambiente montano ..,…..le foto che ammiro di più però sono quelle in bianco e nero della mia famiglia di origine .

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  5. La fotografia è diventata uno strumento molto utilizzato per comunicare l’ambiente e valorizzarlo.

    Un’immagine è molto più forte di tante parole nel suscitare emozioni.

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  6. La fotografia è diventata uno strumento molto utilizzato per comunicare l’ambiente e valorizzarlo al meglio.

    un’immagine è molto più forte di tante parole nel suscitare emozioni.

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