Sulla deriva educativa

Da tempo immemore faccio una puntatina al bar, soprattutto per sfogliare il quotidiano, ma sento che sto per cambiare abitudini. Forse sono cambiata io, forse è cambiata la clientela, forse entrambe le cose. Sta di fatto che quello che dovrebbe essere un piacere, da un po’ è diventato una sopportazione per il tasso di chiacchiere ad alto volume degli avventori, se non affetti da problemi acustici da superficialità riguardo chi non desidera essere coinvolto nei fatti altrui. Eppure si invoca la privacy in altri contesti. Ho anticipato l’orario, pensando che il pienone sia a metà mattina, ma ho fatto un buco nell’acqua. Infatti alle 8.30 ci sono clienti sia fuori che dentro il locale dove mi accomodo in un angolino; a due tavoli di distanza sei donne di una certa età quasi sbraitano. Chiedo al titolare se sono sorde e lui fa una risatina, dicendo che non si vedono da una settimana (!) e devono raccontarsene tante. Le guardo con disappunto ma non comprendono, o fanno finta. Mi butto sulla lettura del Corriere della Sera. Neanche farlo a posta, trovo conforto nell’articolo di Elvira Serra intitolato: “Un ddl contro la maleducazione”. La giornalista sarda se la prende soprattutto coi bambini maleducati, ma anche con chi videochiama in viva voce “senza porsi neanche il dubbio di disturbare chi gli sta seduto accanto e, magari, anche lui sta lavorando”. Pare succeda anche in spiaggia dove, se uno rimbrotta si sente rispondere: “Ma siamo all’aperto!”. La deriva educativa non conosce ostacoli. Stando così le cose, mi butterò sulle biblioteche come quand’ero studentessa universitaria e mi tranquillizzava la scritta SILENZIO diffusa in sala lettura. Peccato che nei piccoli comuni l’orario di accesso alla biblioteca sia risicato. Però Antonella, la vice sindaca del mio paese mi ha detto che gli studenti universitari possono accedervi secondo bisogno. Un gesto magnanimo e lungimirante.

12 pensieri riguardo “Sulla deriva educativa”

  1. Nei luoghi.pubblici e nei mezzi di trasporto dovrebbe regnare il silenzio ma non è quasi mai così. II telefonini hanno.peggiorato il tutto, si colgono attimi di vita privata sbandierata ai 4 venti.

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  2. l’educazione mi ricordo bene da ragazzi, era molto molto importante e ritenuta essenziale Guai a mancare di rispetto ai grandi passavi un brutto momento… Sabato ho visto i figli che rimproveravano i genitori e nessuno rimasto veramente sorpreso, anche perché il genitore stesso non si è opposto, naturalmente a questa mancanza… Pertanto c’è una carente partecipazione dei genitori nei confronti dei figli… Certo che un ragazzo che sente i politici come in questi giorni che si offendano e si danno dei valori non certo di educazione e di rispetto. È normale che anche i ragazzi si comportano nella stessa maniera?… Senza contare che in alcuni ambienti di cui ho vissuto sembra che la maleducazione sia una cosa assoluta da dover esercitare, senza offendere nessuno in Sicilia e in Calabria ha vissuto questo, ma non credo che qui a Treviso siamo messi tanto meglio… Come di te la tecnologia poi ha fatto la sua parte e non certo positiva, è di fatto che la maleducazione non è intrinseca in una persona assolutamente; ma un comportamento ha preso e anche modificabile volendo? Ivano

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    1. Con la volontà si può fare molto ma è importante…incanalarla bene presto! Gli adulti oggi sono in crisi non meno dei giovani, figli o nipoti che siano. Se non abbiamo buoni esempi da prendere come maestri, facciamo la nostra parte con l’esempio che richiede anche di esporsi ed intervenire a richiamare quando serve. Anche se il risultato può essere demoralizzante! Avanti tutta! 💪

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  3. ho trovato il silenzio in boschi delle dolomiti i questi giorni dove le rare persone erano fortunatamente i pochi amici con cui mi sono allontanata dalla specie umana

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Scrivi una risposta a Ada Cusin Cancella risposta