Pianta in sofferenza

Ho una pianta in sofferenza. Trattasi di un Olivagno che sta a casa mia da quando ci abito, cioè dal giugno 2000 e non mi ha mai dato problemi. Fino a un paio di mesi fa, quando mi sono accorta che le foglie giallo-verdi stavano rinsecchendo. Come, con tutta la pioggia che ha fatto i mesi scorsi? mi sono chiesta. Sperando in un superamento naturale del problema, mi sono un po’ informata sul da farsi. Fino allo scorso Maggio, non conoscevo neanche il nome della pianta che occupa una posizione strategica davanti alla cucina e ne impedisce la vista ai vicini. Consultata Serapia che ha il pollice verde e conosce molte piante, convengo che una drastica potatura può forse salvare la situazione che a colpo d’occhio pare quasi disperata. A malincuore chiamo Reginaldo che prontamente interviene, sforbiciando a destra e a manca la pianta, finché la riduce di un terzo, come da richiesta. Il mio è un Olivagno pungente: l’aggettivo è del tutto giustificato perché il gambo dell’arbusto originario dell’Asia è coperto di spine e ce ne accorgiamo durante la potatura. È un sempreverde facile da coltivare, resistente e adattabile. Coltivato a scopo ornamentale, può vivere 80 – 100 anni. Spero che il mio si riprenda, anche se al momento la sopravvivenza è molto incerta. Mi sento un po’ in colpa per averlo trascurato, rispetto alle Ortensie che gli sono vicine. Chissà cosa gli è capitato, anche le piante soffrono. Temo che il mio intervento tardivo non basterà a fargli riprendere quota. Comunque oggi è stato trattato come un paziente e la cosa non gli sarà dispiaciuta. Pazienza qualche giorno e andrò a verificare gli auspicabili segni di ripresa. In caso contrario, me ne farò una ragione, ringraziandolo di avere protetto la mia privacy per oltre un ventennio.

7 pensieri riguardo “Pianta in sofferenza”

  1. Ci farai sapere se se la cava oppure no.D’altronde ogni storia ha pure una fine.Per ora ti ha onorato della sua presenza.

    Con questi scontrarsi atmosferici,chissà…

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  2. Non ci pensavo da ragazzo che anche le piante potevano soffrire, era normale che il frumento, il granturco, l’ erba medica crescessero e ci dassero i loro frutti… Dovevano farlo per noi, per nutrirci, senza pensare a loro… Ho scoperto che le piante possono rispondere a uno stimolo come il contatto o il cambiamento della temperatura, si può essere sicuri che sono addirittura intelligenti. Ma hanno la capacità di soffrire, così come gli animali, come noi …. Come è strabiliante tutto quello che ci circonda… Noi ne siamo solo solissimo una piccolissima parte che presumiamo importante ma non essenziale… Evviva il creato evviva la nostra mente che ci regala la possibilità di scoprire i quark più piccoli di un atomo alla nostra stella enorme ma piccola rispetto all’ università… Ivano

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    1. “Evviva la nostra mente” è proprio un augurio azzeccato, che condivido. Siamo una piccolissima parte dell’universo, presuntuosa e non essenziale. È un atto di umiltà…che ci rende ‘grandi’! Bene detto! Grazie, buon pomeriggio! 👍

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