Esco alle nove e davanti al cancello sfila una cordata di piccoli ciclisti – categoria giovanissimi – piegati sul manubrio con casco e maglietta colorata che mi strappano un sorriso. Ma non li invidio perché fa già caldo e lo sforzo sulle gambe è intenso. Una vespetta rosa strombetta per incitare, come alcuni sostenitori più o meno interessati alla performance, prevista per tre categorie dalle ore nove fino alle diciotto. Trattasi della 12esima edizione del Trofeo Montegrappa che prevede una nutrita adesione di iscritti. Dato che la competizione non mi è nuova, ricordo che il passaggio delle bici volanti infastidiva parecchio i miei due cani che ora non ci sono più. Personalmente mi infastidisce il tifo sfegatato di chi incita a squarciagola i giovani atleti a dare di più, che già stanno ‘soffrendo’ per il caldo e la tensione della gara. Le transenne lungo il percorso consentono di camminare fuori dello spazio destinato alle due ruote e raggiungo la casa di Francesca, appena sotto la piazza. Dopo circa un’oretta, compio il tragitto a ritroso. È aumentato il caldo e sono in attività ciclisti più grandicelli, sempre sferzati da incitamenti che non mi sembrano proprio carezze. Non riesco ad entusiasmarmi, sono tutta dalla parte dei giovani ciclisti che spero raccolgano i meritati complimenti dai loro sostenitori, al di là di medaglie e trofei. Anzi, credo che ne esca vincente soprattutto la loro autostima, per reggere a prove che definirei impattanti. Devo chiedere lumi a Giovanni, mio stimato ex alunno quasi dottore che sulle due ruote sta costruendo un’attività parallela. Alle ore 12 è in attività il megafono in piazza, suppongo per annunciare la pausa pranzo. La competizione riprenderà di pomeriggio. La temperatura intanto è salita. Aiuto!…

Non so come facciano a pedalare in competizione con questo caldo.L’entusiasmo fa la sua parte.
Buona domenica Ada
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Buona domenica anche a te! Condivido la tua perplessità…e cerco l’ombra o il fresco dentro casa! 🤝
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incitare un ragazzino, stremato dal caldo e dalla fatica con la frase” vai, vai, non mollare”, pensando in questo modo di spronarlo e incoraggiarlo mi infastidisce molto e magari rischia di provocare l’effetto contrario.
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Ritengo che siamo in molti a pensare allo stesso modo, però l’ambizione di certi genitori non conosce limiti. Piena solidarietà con i giovani ciclisti che si spera ci guadagnino qualcosa…oppure, crescendo si dissocino. Grazie, ciao! 🤝
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