San Benedetto, Patrono d’Europa

Oggi San Benedetto da Norcia, Patrono d’Europa. Fondatore dell’Ordine dei Benedettini, introdusse un nuovo modello di vita monastica basato sulla preghiera e sul lavoro secondo il motto ‘Ora et labora’/Prega e lavora. Scrisse per i suoi monaci la Regola che prescrive povertà, obbedienza e alternanza di impegno e lavoro. Visse tra il 480 e il 547 d. C. durante le guerre gotiche tra Goti e Bizantini, in una delle epoche più travagliate della storia d’Italia. Grazie ai monaci benedettini, l’Europa del Medioevo sopravvisse nonostante le invasioni barbariche e la decadenza dell’Impero romano, portando avanti modelli e leggi di vita e di civiltà. Di famiglia aristocratica, Benedetto aveva per sorella gemella Scolastica che visse all’ombra del fratello e come lui divenne santa. Una volta si festeggiava san Benedetto il 21 marzo – da qui il proverbio ‘san Benedetto, la rondine sotto il tetto – poi la data è slittata all’11 luglio, da quando Papa Paolo VI ha proclamato san Benedetto da Norcia Patrono d’Europa, il 24 ottobre 1964. Siccome il mio compleanno è il 22 marzo, mi veniva facile raccomandarmi a san Benedetto, tra l’altro protettore di monaci, speleologi, architetti ed ingegneri. Devo ricordarlo al Dottore in Ingegneria Manuel, prossimo Ingegnere patentato. Trovo stupefacente che due membri della stessa famiglia abbiano fatto lo stesso percorso spirituale, in parte anche umano dato che sono morti a breve distanza uno dall’altra. Santa Scolastica viene festeggiata il 10 febbraio ed è la protettrice delle puerpere, delle monache benedettine e dei bambini che soffrono di convulsioni. Non sono esperta di agiografia (che si occupa della vita dei santi) ma credo che la vicenda di Benedetto e Scolastica potrebbe insegnarci qualcosa riguardo l’educazione dei figli.

4 pensieri riguardo “San Benedetto, Patrono d’Europa”

  1. Trovo interessante notare come la cultura e l’interpretazione dei santi possano variare notevolmente a seconda del contesto storico, geografico e religioso. San Benedetto da Norcia e sua sorella sono vissuti nel 400/500 dopo Cristo, e ancora adesso, nonostante l’evoluzione li vediamo come se fossero vissuti ieri e crediamo e diamo per scontato tutto quello che hanno inventato e si scrive su di loro, metto in luce che mia madre ha fatto la terza elementare e mio padre la quinta elementare e sono vissuti ieri come hanno fatto a scrivere e noi a crederci 1600 anni fa… La nostra tradizione religiosa porta i santi esempi di virtù tra noi esseri umani e ci mettono in contatto con il divino, le loro vite spesso sono narrate in modo idealizzato, enfatizzando le loro buone azioni, miracoli e sacrifici… È in dubbio che veniamo influenzati dalla nostra cultura dalla nostra politica e socialità, addirittura riusciamo a vederli con aspetti quasi sovrumani… Da quello che so, la nostra religione cristiana ha un vasto elenco di santi che sempre all’interno non vengono praticati le venerazioni in modo così formale… Sicuramente servono a qualcosa almeno per i deboli e perché non ha fiducia in se stesso e si cerca qualcosa di extraterrestre. La percezione dei santi come figure superlative è un aspetto affascinante della cultura religiosa, ma io spero che la mente di tutti apra gli occhi e merita di essere esplorato e compreso in profondità…

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    1. Io credo ci siano molte persone ‘sante’ tra quelle non salite agli onori degli altari, tipo mia nonna Adelaide privata d’un colpo di due figlie e rimasta muta per vari anni, causa il dolore e l’isolamento. D’altro canto non mi servono documenti per credere alle testimonianze di persone speciali, meglio se ignote. I santi non mi mettono a contatto col divino, ma contribuiscono ad alleggerire il quotidiano. Ma ognuno se ne ‘serva’ come crede. Ciao!

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