Casa dolce casa

Ogni tanto stiro. Se c’è il sole, gli indumenti si asciugano in fretta. Scendo in caldaia dove ho l’asse per stirare. Mentre si scalda l’acqua distillata nella caldaietta – tempo una decina di minuti – annaffio la pianta di Limoni che mi ringrazia, inviandomi note agrumate. Una sbirciatina ai Lamponi e ne stacco tre che mi deliziano il palato. Mi applico mezz’ora a togliere le pieghe da un paio di t-shirt, un paio di pantaloni, un po’ di tovagliato e torno ad occupare la mia postazione preferita sotto il Glicine da dove osservo compiaciuta che l’erba è stata sfalciata. “Che relax sotto al tuo glicine” mi scrive una collega in visita di recente, mentre Lucia sul blog scrive: “Il tuo Ada è un eden”. Sono lusingata dalle osservazioni che collimano con la mia soddisfazione di aver fatto della casa il luogo dove sto finalmente bene. L’avverbio è giustificato perché ho dovuto andare in pensione prima di condividere il proverbio “Casa dolce casa”, sia perché prima ero assorbita dal lavoro e dalle cure materne, sia per il peso economico sostenuto. Nel panorama musicale, scopro che ci sono dieci canzoni dedicate al tema della casa, quindi l’argomento è ampiamente condiviso. Nel mondo anglosassone fanno un distinguo tra house e home; per me la casa non è l’obiettivo principale, di sicuro rappresenta un investimento non da poco che all’inizio mi ha prostrata, nonostante abbiano concorso economicamente mia mamma e il padre di mio figlio. La sorpresa più grande sono state le spese di manutenzione, trattandosi di due appartamenti contigui e quelle per il mantenimento del verde, con siepe, aiuole, piante e via discorrendo. Ma è proprio da lì che deriva il mio benessere, dal verde e dai fiori che con i gatti costituiscono il mio bene materiale e spirituale. Non riuscirei a poetare, se non all’ombra del Glicine, con la discreta compagnia di Fiocco e di Pepita.

7 pensieri riguardo “Casa dolce casa”

  1. Casa dolce casa… È una frase che evoca un senso di calore e appartenenza. Questo è poco ma sicuro, è il luogo dove si trova conforto famiglia e ricordi… Io l’ho vissuta molto diversamente da te e anche dai miei fratelli e dalla maggior parte dei veneti… Quando sono stato mandato via da casa, avevo solo 17 anni, e il fatto di comprarmi una casa facendo un mutuo per quasi tutta la vita la vedevo come una pazzia; !!! Così ho trovato una soluzione diversa comprando con pochi soldi, una piccola casa da sistemare, una volta sistemata l’ho venduta e ne ho comprate una più grande e così sono andato avanti per tutta la vita e ancora lo faccio senza dover niente a nessuno ma soprattutto senza dover niente agli aguzzini delle banche… Credo nella mia vita di aver cambiato minimo 10 case… Io non sono padrone nemmeno di me stesso, tanto che ho perso gran parte dei capelli senza volerlo e non riesco nemmeno a tenere il mio corpo in modo sano e piacevole in quanto non mi appartiene, Ma è solo una parte che mi collega al mondo. Pertanto tanto tantomeno sono il padrone della mia casa a quale passerà di proprietà in proprietà e non è certo mia… Lo so che sembra assurdo che anche i miei fratelli mi hanno detto che sono pazzo quando ho intestato tutto ai miei figli, i quali si sono ritrovati con una casa e altro senza dover far fatica, meglio per loro… La vita è troppo originale, Straordinaria, stupenda e miracolosa basta guardare in cielo per rendersi conto chi siamo?… Pertanto se torno indietro lo rifarei alla grande… Non me ne frega niente della casa, pertanto è già sufficiente un tetto e un piatto di pasta, non serve dove non serve come non serve che sia grande e tantomeno che rappresenti una visione mia personale in quanto io non sono padrone nemmeno di me stesso… ivano

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    1. I tuoi figli sono ‘forunati’ e tu sei un bel tipo! Saresti un soggetto interessante per un racconto/romanzo di vita vissuta a tutto tondo. Adesso sto pensando alle mie memorie, ma non escludo di dedicarmi alle tue, qualora la cosa ti interessi e si possa fare. Intanto pensaci e tieni in caldo i ricordi, senza rinunciare a goderti il presente! Grazie e buon pomeriggio! 💪

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  2. Non sarai mai mia, o casa, ma io sarò tuo, per un istante, un respiro, un passo furtivo sulle tue assi di legno e pietra.

    Un giorno, di sicuro, non ci sarò, ma le tue pareti ricorderanno il calore delle mani che ti hanno toccata, le lacrime asciugate nei tuoi angoli.

    Molte di voi mi hanno ospitato, abbracciato ma poi abbandonato; Tranquille io non ho abboccato da voi non sono nato.

    Casa dolce casa, custode di storie, nel vostro grembo ho trovato rifugio, e anche quando sarò solo un’eco farà sentire la mia lontananza ma la mia gratitudine.

    ivano

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  3. La casa è l’unico posto in cui mi sento sicura. Mi sento bene, mi sento protetta. È circondata da un giardino che cerco di curare e abbellire con molti fiori. Una grande magnolia offre riparo a tortore, merli e altri uccelletti che mi deliziano con allegri cinguettii. L’ampia terrazza, dove passo il tempo a rilassarmi, a leggere e anche a scrivere, è riparata da due vecchi ulivi dove i raggi del sole non disturbano affatto. Nessun posto è più bello di casa mia.

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    1. Io ci sono stata ed ammetto che è accogliente come la descrivi. Anche il terrazzo – che io non ho, essendo la mia a un piano e mezzo – è molto panoramico. È la dimora a misura di una scrittrice, confortata da fiori e uccellini! Ottimo ambiente! 👌

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