Disagio e fragilità

Tra le abbondanti notizie di cronaca nera, mi sorprende la tragedia a sfondo familiare successa un paio di giorni fa a Senigallia: un 51enne uccide la madre 87enne, poi si barrica in casa e si toglie la vita. Evento purtroppo non raro, con strascico di ‘anomalie’: l’autore del matricidio pare fosse in cura per disturbi psichici, tuttavia deteneva un’arma da fuoco – anche un machete – nonostante che gli fosse stato tolto il porto d’armi. Mi chiedo: per disattenzione e/o mancanza di controllo? Ancora una volta è saltato un anello della catena protettiva del cittadino che rimane solo dinanzi all’imprevisto annunciato. Penso alla tristissima fine della madre: chissà quante lacrime aveva versato per il figlio disturbato, lui pure vittima di se stesso. Lo aveva partorito alla stessa età in cui sono diventata madre io ed è stata privata della vita da colui a cui l’aveva data. Sento dire che dopo la pandemia è aumentato il disagio e sono cresciute in maniera esponenziale le difficoltà relazionali che hanno colpito soprattutto i giovani. Non è difficile constatarlo. È indispensabile chiedere aiuto, senza vergognarsi di vivere situazioni di fragilità, percorso che era stato fatto, nel caso succitato. Se la sventura ci mette lo zampino, siamo punto a capo. A occhio, credo ci vorrebbero in servizio molti più luminari della mente – ovviamente sani – ed altrettante forze dell’ordine, sempre sottodimensionate. Non sono un’esperta del disagio che però percepisco dilagante, favorito dalla crisi generale dei valori in combutta con quella socio-politico-economica. Da sempre succedono drammi familiari che però una volta non avevano l’invadenza di quelli attuali che inondano i media come un tornado quotidiano. Non vorrei scriverne, anche perché i miei lettori preferiscono la leggerezza. Tuttavia non posso ignorarli del tutto, specie quando il fattaccio coinvolge due affini come madre e figlio.

6 pensieri riguardo “Disagio e fragilità”

  1. Questo ( del disagio mentale) è un argomento che mi tocca xché lo vivo tutti i giorni ,anche se non a livelli preoccupanti. Posso capire ,xché molte volte sono le madri in primis a pagarne le conseguenze.

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    1. Infatti l’ho affrontato per solidarietà con tutte le persone costrette a farsi carico di un problema sovrastante, spesso isolate o autoisolate. La rete sociale, se funziona può fare molto. Siamo abbastanza sostenuti dalle nostre parti ma si può migliorare. Grazie per la testimonianza, a dopo! 🫶

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  2. Questo 51enne con disturbi psichici, appassionato di armi da fuoco e da taglio, seguito da tempo dai servizi di igiene mentale, nonostante non avesse il porto d’armi, come mai deteneva una pistola?

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    1. Domanda legittima che mi sono fatta anch’io! La tolleranza nei confronti del disturbo psichico è una scelta molto pericolosa, se è andata così. Lo stesso per la sottostima del problema. Ciao!

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