Autismo e Inclusione

Al sabato vado di fretta. Alle 14 posto la mia riflessione quotidiana, cui penso dalla sera o al massimo di primo mattino. Se le cose vanno diversamente, spero di trovare qualche notizia interessante, spulciando dai giornali della parrucchiera Lara che ha in consegna la mia testa per circa un paio d’ore o più, se si aggiunge il ritocco della ricrescita come oggi. Con un po’ di tensione sfoglio il settimanale Oggi, mentre il casco fa il suo dovere. Ogni tanto Lara mi lancia un’occhiata per vedere se ho trovato ciò che mi serve. Dopotutto lei è in parte coinvolta, perché legge sempre i miei post. Mentre mi toglie i bigodini, comincio a sentire un certo languorino: sarebbe ora di pranzo e questo influenza la mia scelta che cade su un articolo che ha per protagonista la pizza, quella preparata nel locale di Nico Accantora e servita dai suoi prodi collaboratori, ragazzi affetti da autismo, rinati dopo essere stati assunti. Nato nel 2016 a Monza da un’idea del signor Nico, il progetto si propone come modello di inclusione sociale e consente a diversi ragazzi autistici di guadagnare dignità e autonomia attraverso il lavoro. La pizza, il prodotto italiano più esportato al mondo riesce ad esportare anche l’inclusione sociale dei ragazzi che a breve approderanno in America e potranno parlare all’Assemblea delle Nazioni Unite. Questo sì che è un bel riscatto dall’isolamento e dall’emarginazione! Sul grembiule rosso indossato dai camerieri sono stampate frasi che invitano all’inclusione. Anche il Presidente Sergio Mattarella è stato un ospite gradito del ristorante dove gli è stata servita una pizza tricolore. Immagino che i clienti non mancheranno, anzi aumenteranno a dismisura. Potenzialmente mi annovero tra questi. Lara ha completato l’opera e ora posso andare a pranzo.

6 pensieri riguardo “Autismo e Inclusione”

  1. Nico Acampora padre di un bimbo autistico, sta dando speranza e futuro a un gruppo di ragazzi autistici. La prima pizzeria in Europa gestita da loro, un posto dove si mangia bene e si fa del bene.

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  2. Grazie Ada il tuo post di oggi mi piace particolarmente. Sai rendere la quotidianità interessante e vivace. Il tuo presente scorre come un ruscello fresco da vedere e da ascoltare. Anni fa ho fatto l’esperienza di cenare al buio….tutto nero, non vedevo neanche le mie mani…perché…i camerieri erano tutti ciechi…un’esperienza importante che mi ha fatto riflettere. Sì! sempre più ci sono persone sensibili che creano nuove possibilità di inclusione ed emancipazione. Vanno incoraggiati e sostenuti👍🏽

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    1. Bellissimo il tuo commento, potresti trasferirlo sul nostro blog: grazie davvero! La tua esperienza di cena al buio con i camerieri ciechi la dice lunga sul tuo livello di sensibilità: notevole cuore! Chissà che l’inclusione cresca e pure i sostenitori. Tu sei all’avanguardia, in questo ambito! 👌

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