Giugno, cosa ci porti?

Primo giugno! Alle dodici, sotto il portico a casa mia sono diciotto gradi, più nuvoloso che no, ma finora non piove. Pare che dovremo aspettare altri dieci giorni per percepire l’estate, dovremo farcene una ragione. Cos’altro potremmo fare noi, comuni mortali per invertire la rotta? Entro il 2050 la UE dovrebbe conseguire l’obiettivo della ‘neutralità climatica’ riducendo di almeno il 55% le emissioni di gas serra. Il cambiamento climatico sta fornendo il conto del disinteresse verso l’ambiente che ci ospita, dove sovente l’uomo fa danni inenarrabili. Le stagioni si sono mischiate e nella stessa giornata può fare caldo, oppure farci mantenere indumenti invernali. Comunque mi aggrappo al detto del Dalailama: “Scegliamo di essere ottimisti. Ci si sente meglio”. Il nome giugno deriva dal latino Iunius, derivato di Iuno (Giunone), la dea romana cui era dedicato, moglie di Giove, quindi la più importante divinità femminile. Tradizionalmente, il mese di giugno coincideva con la fioritura e la raccolta di prodotti, perciò associato al periodo dei matrimoni. Giugno infatti è il mese dedicato a Giunone, dea del matrimonio e protettrice dello Stato (magari sarà bene ricordarlo domani 2 giugno, festa della Repubblica). Secondo Ovidio invece, il nome giugno deriva da “iuniores” ed è dedicato ai giovani. Comunque sia, a dare il nome ai mesi fu Numa Pompilio, il secondo re di Roma che introdusse i 12 mesi per sincronizzare il calendario lunare con quello solare (Secondo la tradizione, Romolo aveva stabilito che l’anno avesse 10 mesi). Adesso torno coi piedi per terra e mi auguro che il mese appena iniziato porti: sole, caldo, passeggiate, mare, fiori, frutti da gustare come una bella fetta di cocomero o un drink dissetante. Incrociamo le dita e vediamo che succede…

10 pensieri riguardo “Giugno, cosa ci porti?”

  1. praticamente la primavera ce la siamo giocata, indubbiamente con irregolarità continue e varietà di temperature impreviste… Ho sentito questa mattina alla radio 24 ascoltatela se non l’avete mai ascoltata che la ritengo una radio molto competitiva, che in Sudamerica ci sono più di 50° e sono morte per via del calore più di 80 persone attenzione perché avremo un’estate veramente. Speriamo di no ma pericolosa… Purtroppo siamo abituati a consumare a vivere una vita pregiata e non ci rendiamo conto che la nostra terra non ci può accogliere tutti e in questo modo pertanto ce lo farà sapere sicuramente tra poco… Non credo che abbiamo la consapevolezza unitaria di togliere gli impianti industriali, gli impianti che producono energia e il traffico senza contare il riscaldamento, ma ne pagheremo le conseguenze…

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    1. Vorrei poterti dare dell’uccello di malaugurio…ma temo che le tue previsioni siano molto realistiche! Mi impongo di essere ottimista, nonostante che veda il bicchiere mezzo vuoto… comunque avanti! Dai! 💪

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  2. Le conseguenze le stiamo pagando Ivano.

    Manca la sobrietà, la semplicità. Sembra che il mondo sia solo quello degli affari e del profitto,soprattutto qui al nord.

    vi assicuro che nelle Marche e in Abruzzo non ho visto frenesia e persone arrabbiate come qui.Bisognerebbe capovolgere la carta dell’Italia.

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    1. Se l’Italia fosse una clessidra, si potrebbe fare! Anche arrabbiarsi meno e ridimensionare affari e profitto. Ma non credo che sia una patologia regionale, piuttosto un male cronico e diffuso…

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  3. Il mese di maggio si è chiuso nel modo peggiore Ora questa fase di clima instabile dovrebbe finire lasciando spazio all’arrivo dell’estate e ci troveremo di fronte a un caldo intenso, quello che toglie il respiro.

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