Influencer beato

La notizia è ghiotta, destinata a conciliare estimatori e detrattori di internet. La sento di prima mattina e mi incuriosisce: Carlo Acutis, 15enne influencer sarà santo. Nato a Londra il 3 maggio 1981, visse a Milano ma trascorse lunghi periodi ad Assisi dove respirò la spiritualità di san Francesco. Colpito da una forma di leucemia fulminante, morì il 12 ottobre 2006. Tra le sue grandi passioni c’era l’informatica che usava per divulgare e testimoniare la fede attraverso la creazione di siti web. Per questo viene indicato come possibile futuro patrono di internet, tanto che tra i suoi attributi viene indicato il personal computer. Venerato come beato dalla Chiesa cattolica, sarà santo. Mi colpiscono l’età del protagonista, il suo hobby e anche il fatto che i suoi genitori fossero separati. Anzi la madre, Antonia Salzano in un’intervista dichiara di essere stata in chiesa giusto tre volte. Fin dalle elementari il piccolo Carlo si prendeva cura dei compagni con genitori separati e prendeva le difese di quelli più fragili. Da adolescente, si occupava di scuola, amici, affetti, passioni tra le quali prima di tutte Dio. Era fedele alla recita quotidiana del rosario che considerava “la scala più corta per salire in cielo”. Un ragazzo normale che ha reso santa la sua normalità. È abbastanza inconsueto che una madre sopravviva al figlio e raro che il figlio stia per essere elevato all’onore degli altari. Credo sia successo ancora. Mi piace pensare che in questo caso il figlio sia luce per i genitori e ancora più per i giovani. Tra l’altro, dopo la sua morte sono nati i due fratelli gemelli, maschio e femmina ora di otto anni, annunciati in sogno alla madre. Beh, c’è parecchio di interessante nella breve e intensa vita di questo 15enne, che potrei mettere a protezione del mio computer.

7 pensieri riguardo “Influencer beato”

  1. Conosco la storia di questo giovane ed ho pure visto il corpo ancora intatto, quando è stata aperta la sua tomba ,non molto tempo fa’ .Un esempio per tanti giovani sbandati che non hanno futuro. Il nostro

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  2. La Fede è una cosa straordinaria, è qualcosa di molto profondo e complesso che tocca molti aspetti della vita e anche soprattutto spirituale… Io ero un Fedele straordinario quando ero ragazzo come quel ragazzo che stai descrivendo ero proprio legato a Dio… Ero sicuro convinto eccezionalmente felice di far parte di Dio stesso… Sicuramente avevo una fiducia incondizionata, invio nelle sue promesse che era legata a quello che mi spiegava il prete e le suore durante le lezioni è una relazione personale con il creato che va oltre la semplicità intellettuale delle dottrine è un impegno del cuore dell’anima che trasforma la vita in una persona felice… Peccato però che durante la vita mi sono accorto che è una bella fregata… Sicuramente per un credente che rimane all’interno di quell’idea senza avere prove ne sicurezze è un elemento centrale che li aiuta nelle loro scelte nei loro impegni. Essendo sicuri che in qualche modo si risolvono perché c’è Dio che interviene… Sono dispiaciuto per loro perché Dio non arriverà mai… Mi piace moltissimo quando parlano di compassione Mamma mia che falsità. Mi dispiace di contraddirti, sarei felice di dirti che tutto questo è vero, però non lo è di sicuro. Se hai le prove fammelo sapere ???

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    1. Io non c’entro, descrivo i fatti. Personalmente mi sento ‘liquida’, non credo ma spero che sia vero. La compassione è un sentimento nobile che può provare anche un ateo. La religione rimane un fatto privato e non dovrebbe essere invasiva, come talvolta succede. Inoltre c’è spazio per tutti! Ciao!

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  3. Un santo adolescente con una vita normale e la grande passione per l’informatica che gli serviva per testimoniare la fede proposto da Papa Francesco ai giovani come esempio di Santità nell’era digitale.

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