David di Donatello

Prima di parlare della serata dedicata al Cinema, un omaggio alla statuetta. Donatello (Firenze, 1386 – 1466) realizza il David su richiesta di Cosimo de Medici per celebrare la vittoria dei fiorentini sui milanesi nella battaglia di Anghiari del 1440. Quindi il David ha anche un significato politico, perché allude alla vittoria di Cosimo sui suoi avversari. Risale al 1408 (Donatello aveva solo 22 anni) e si trova nel Museo nazionale del Bargello a Firenze, nella stessa sala del David bronzeo, opera della piena maturità dell’artista. La statua simboleggia la forza interiore, il coraggio e la determinazione necessari per affrontare le avversità. Inoltre rappresenta l’ideale classico di bellezza e perfezione anatomica. Al premio del Cinema viene dato il nome ‘David di Donatello’ perché ai vincitori è consegnata una piccola riproduzione in oro Bulgari del David di Donatello di Firenze, statuetta diventata iconica che compare in film e serie tivù. Fatta questa premessa, parlo un po’ della serata, dedicata al meglio del cinema italiano. Ho apprezzato le parole del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella per quella che è considerata la settima arte, una forma di espressione e connessione con il mondo. Io non mi considero cinefila, ma mi piace il buon film, sul grande e piccolo schermo. Prima della pandemia, frequentavo d’estate il Parco Parolini a Bassano dove tra luglio e agosto si può godere della proiezione di film all’aperto, con le lucciole che volteggiano sul grande schermo e le rane che ‘cantano’ nel vicino stagno. Anche in paese è in corso una rassegna di film che spero di poter seguire, appena avrò l’ok per gli spostamenti. Tornando alla serata, fanno gli onori di casa Carlo Conti e Alessia Marcuzzi. Molti gli ospiti e i premiati. Siccome l’occhio vuole la sua parte, ammiro gli abiti delle signore – molte in nero – che salgono sul red carpet. La rivista Vanity Fair si prende lo sfizio di valutare le varie ‘mises’. Super premiati Io capitano, con 7 Statuette e C’è ancora domani, con 6. Miglior attore non protagonista Elio Germano, per Palazzina Laf che parla di lavoro, tema di scottante attualità. Un David speciale a Vincenzo Mollica, giornalista e scrittore che per quarant’anni ha raccontato il mondo dello spettacolo. Sul molto altro della serata, lascio eventualmente indagare di persona. Lunga vita al buon Cinema!

7 pensieri riguardo “David di Donatello”

  1. Purtroppo ieri sera qui al mare la RAI non si vedeva bene ,ho visto solo Mollica giustamente premiato e poi ho optato per la lettura.Www il cinema!!!👍👍👏👏

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  2. Buon compleanno Lucia,anche da parte mia.Ecco la rima.

    Ho visto tutti e due i film premiati e sono di grande valore.Sicuramente sono stati visti da un enorme pubblico.I registi e gli attori meritano il dovuto riconoscimento.

    Speriamo che anche questa forma d’arte favorisca il buono e il bello.

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