Un artista, una promessa

Il mattatore Rosario Fiorello chiude la puntata del suo spettacolo mattutino, citando “Hallelujah” cantata da Ermal Meta sotto la pioggia, durante il concertone del primo Maggio. Ho già avuto modo di parlare del 43enne cantautore, compositore, polistrumentista albanese, naturalizzato italiano. Tra i suoi brani: “Non mi avete fatto niente” che vinse la 68esima edizione del Festival di Sanremo in coppia con Fabrizio Moro, poi “Piccola anima” e “Un milione di cose da dirti”. Apprezzo l’artista e anche l’uomo che sa fare fronte alle difficoltà. Sono andata a vedermi il video: durante la pioggia battente, non si scoraggia. Dal palco propone al pubblico “Facciamo una preghiera”, imbraccia la chitarra acustica e canta “Hallelujah” difronte ad una marea di ombrelli colorati ed impermeabili variopinti. A parte la bellezza del brano, di Leonardo Cohen – toccante anche nella versione italiana – interpretato magistralmente, ha dimostrato intraprendenza e buon gusto nel creare un momento di intermezzo sotto il diluvio, in attesa della schiarita che si è materializzata provvidenziale di lì a poco al Circo Massimo. “La voce è arrivata lassù” è il suo commento. Che dire, un artista a tutto tondo che merita un gigantesco plauso. Per inciso, scopro che ha iniziato a suonare dal vivo a 16 anni. Chitarrista nel gruppo Ameba 4, dal 2013 intraprende la carriera da solista, vincendo nel 2018 il Festival di Sanremo insieme con Fabrizio Moro. Tra i vari riconoscimenti musicali, ha vinto due volte il premio Lunezia. Ha pure scritto un libro, un romanzo di formazione intitolato Domani e per sempre, edito dalla Nave di Teseo dove racconta uno spaccato del suo Paese Natale. Un artista, una promessa.

8 pensieri riguardo “Un artista, una promessa”

  1. Anch’io seguo Fiorello quando posso.La sua ironia non provoca nemici,e questo è Grande.

    Mi piace anche Ermal Metà,si capisce che la vita lo ha reso filosofo.Se l’è cavata egregiamente con Alleluja.

    Piace a 1 persona

  2. Di Ermal Meta ho ascoltato adesso la canzone ” un milione di cose da dirti ” molto molto bella… Non lo so perché ma assomiglia molto a Lucio Battisti… Non so se hai visto il primo maggio quando ha descritto il primo mese di scuola in Italia come alunno straniero, penso che questa esperienze ha sicuramente influenzato la sua musica e il messaggio che trasmette attraverso le sue canzoni… Mi viene in mente quando ero un ragazzo e ho dovuto per forza allontanarmi da casa e con il tempo ho conosciuto molti paesi europei e molte lingue che mi hanno data una mentalità completamente diversa da quella che avevo e ancora continua… Sicuramente Erman Meta ha dei testi profondi. Mi sembra che non è molto che ha rilasciato un nuovo album. Mi sembra Buona Fortuna. Credo ispirato a sua figlia che mi sembra che si chiama fortuna. Meglio dire in attesa della figlia… È in dubbio che gli artisti e l’arte sono essenziali per la crescita e il benessere di una comunità. Poiché offrono modi unici per connettersi riflettere immaginare un futuro migliore mi viene in mente Adriano Celentano… Ivano

    Piace a 1 persona

    1. Celentano non è nelle mie corde: bravo interprete ma ‘sbruffone’. Ermal e’ più credibile e umano. Comunque ci sono artisti per tutti i gusti. Se uno straniero si fa apprezzare per i suoi meriti, ci guadagna lui e chi lo accoglie. Ce ne vorrebbero tanti di Ermal…ciao! Buon pomeriggio! 🌝

      "Mi piace"

Lascia un commento