Lettura in primo piano

Sono sotto il casco dalla parrucchiera Lara che con dedizione si prende cura dei miei capelli, un po’ stressati dopo l’intervento. Mettere il mio capo nelle sue mani non è solo un’operazione materiale, ma un atto di fiducia sostenuto da una pluridecennale amicizia. Naturalmente non ci sono arrivata con le mie gambe, ma grazie al servizio trasporto di Marcella che mi apre la portiera e mi aiuta a scendere dalla macchina. Sintetizzo: due donne, due perle che agiscono in contemporanea, cui si aggiunge Lucia nel pomeriggio. Orbene, mentre sfoglio il settimanale Oggi mi soffermo su un articolo delle prime pagine che inneggia al Reading Party, incontri di lettura avviati da alcuni giovani a New York che si dedicano a questa attività, rinunciando all’uso del cellulare, affidandosi al silenzio e alle luci soffuse. Poi segue lo scambio di informazioni e impressioni su quanto letto, con la possibilità di ampliare le relazioni. La pratica è a favore sia dell’intelletto che della psiche. Bingo! Ci voleva tanto…a tornare sui propri passi? Anni addietro a scuola c’era l’ora di lettura di un’opera narrativa che gli studenti portavano poi al colloquio d’esame. Delle sei ore di italiano del mio programma settimanale, era quella più attesa sia da me che dagli studenti che si sentivano partecipi delle storie che talvolta venivano drammatizzate alla fine dell’anno. Poi quest’ora è caduta nel dimenticatoio, soverchiata da altro con l’aumento di difficoltà espressive e relazionali. Per carità, la tecnologia incalza ed aiuta, ma non sarebbe male recuperare qualche pratica del passato: ascoltare, parlare, leggere e scrivere sono gli obiettivi della scuola primaria. Esercitarli in un ambiente idoneo, senza disturbi favorisce l’espansione intellettuale. I giovani newyorchesi se ne sono accorti. Speriamo succeda anche da noi, solitamente pronti ad accogliere le mode d’oltreoceano.

10 pensieri riguardo “Lettura in primo piano”

  1. È bello leggere. Ogni volta che si apre un libro si apre un nuovo mondo in cui si puo’ immaginare, sognare e scoprire cose meravigliose.

    I libri sono.le ali che ci.permettono di volare lontano.

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  2. beh, non sono sotto il casco del parrucchiere che del resto non avrebbe molto da fare con la mia non folta capigliatura. Ciononostante mi viene in mente qualcosa, per esempio i gruppi di lettura che presumo esisyono qua e là. Nel mio ex Comune di residenza, Paderno, un gruppo di persone si riuniva in una stanza dell’ex Municipio e si commentava un libro che veniva proposto di volta in volta. Tra un arrivo e una partenza mi ero proposto di contattarli ma ho perso l’attimo fuggente. Prima, Paderno si era accorpato, fuso, collegato…non saprei (quando parlo di Paderno non faccio che gaffe (la più memorabile, mi viene in mente, era stata quella con la mamma di un sindaco di tanto tempo fa. Ma andrei fuori tema…). Poi è arrivato il Covid e poi e poi e poi…Però, potresti proporne uno tu, di gruppo letterario, cara Ada Cusin, non appena ti sarai ristabilita, e cioè prestissimo. In tutta la mia lunga vita, tra un arrivo e una partenza (non dalla vita…) sono riuscito a partecipare a una sola riunione che però mi è stata utile perché sono venuto a sapere di un autore che io colpevolmente non sapevo neanche che esistesse: knut Hamsun, norvegese, Nobel intorno al 1920. Ma io non sono un letterato come te, cara Ada Cusin, prossima futura pienamente ristabilita. Ma non alludono al gruppo dell’ex Paderno!.

    Mi fermo perché sta per cominciare “Maigret e l’ombra cinese”. Buonanotte a chi va a dormire

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    1. Mi piace molto leggerti, caro Gianfranco sempre tra un arrivo e una partenza: sei stimolante e propositivo, grazie! L’idea di proporre un gruppo letterario mi intriga e ci lavorerò sopra. Potrebbe essere una evoluzione del blog verbanostra, nato lo scorso giugno e composto da me ed altre cinque scrittrici. Tra l’altro sarei orientata a proporlo proprio a Pieve/Paderno del Grappa dove frequento di preferenza la farmacia e dove sono stata a leggere i quotidiani nel bar gestito da volontari Spazi Liberi, fino all’esordio dell’artrosi. Mi sto impegnando per una buona convalescenza che mi rimetta presto in piedi: sto già perdendo le stampelle e il fisioterapista Federico Zalunardo – pure lui da Paderno – dice che vado meglio dell’altra volta, cioè dicembre 2021. Non so se sono una letterata…di sicuro leggere e scrivere è per me un’efficace terapia. Goditi il tempo che ti è concesso e condividi le emozioni. Alla prossima, ciao! 😊

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